Il Tirreno

Pistoia

Banditi in manette dopo la fuga

Banditi in manette dopo la fuga

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«Erano in due, davanti alla porta, ci siamo subito insospettiti». E' stato l'intuito di un'impiegata di una delle due banche a mandare all'aria il colpo. E a far sì che ai polsi dei due rapinatori - due giovani catanesi che avevano preso di mira le filiali aglianesi della Cassa di San Miniato e dell'Unicredit - potessero scattare, dopo una movimentata caccia all'uomo, le manette dei carabinieri. Non si sa se i due - 20 e 29 anni - avessero dei complici.

Fatto sta che quando, dalla Cassa di risparmio di San Miniato si sono spostati alla vicina Unicredit per entare in azione armati di taglierino, in zona stavano già convergendo le pattuglie dei carabinieri. Non hanno fatto neppure in tempo ad entrare nella banca. Sentite le sirene si sono dati ad una precipitosa fuga. Prima a Bordo di un'auto, poi, quando si sono visti sbarrata la strada da una pattuglia dei carabinieri, a piedi, attraverso un campo. Per poi essere scorti poco dopo nei pressi di Catena di Agliana, mentre cercavano di allontanarsi a piedi lungo la strada. Uno di loro era senza giubbotto, ritrovato più tardi dai carabinieri, in un campo, con i tasca il taglierino e con accanto il cappello di lana nero indossato durante il tentato colpo. Dalla Cassa di risparmio di San Miniato l'allarme ai carabinieri è partito poco prima delle undici. «La filiale non ha una grande affluenza, qua passano tutti clienti abituali» hanno spiegato all'istituto di credito. E' bastato perciò vedere i due estranei, in piedi, di fronte alla vetrata scorrevole per sospettare una rapina. D'altra parte l'esperienza insegna. Via della Fabbrichina infatti - una perpendicolare di via Spartaco Lavagnini che fa quadrato e rimanda sulla Provinciale Pratese - è nel mirino dei rapinatori da anni. Nel dicembre del 2009, stesso copione: «Anche allora non entrarono». Stavolta l'impiegata, sola a servire due sportelli e addirittura impegnata al telefono, ha fiutato subito le cattive intenzioni al di là della vetrata. Ha bloccato la porta e la chiamata ai carabinieri è partita diretta. Girato l'angolo, i due banditi si sono diretti verso l'ingresso dell'Unicredit Banca, al piano terra dello stesso palazzone che ospita la Cassa di Risparmio di San Miniato. Una ventina di passi in tutto per tentare il colpo nella filiale che dà su via Spartaco Lavagnini, a ridosso della rotonda d'accesso alla Provinciale Pratese. Non si sa se i rapinatori abbiano desistito dall'entrare visto il gran numero di clienti o se abbiano trovato anche lì la porta bloccata. Fatto sta che le pattuglie dei carabinieri stavano già accorrendo in zona, grazie all'allarme lanciato dalla banca vicina. Prima la corsa in macchina, poi l'ultimo tentativo di fuga a piedi.

Nel cielo l'elicottero della polizia, a terra i militari coinvolti nell'inseguimento e, dentro le due banche, impiegati e clienti a continuare, come d'abitudine, il loro lavoro. I due rapinatori hanno abbandonato la loro auto - una vecchia Punto bianca risultata poi rubata a Prato - in via Selva. Quindi, dopo aver oltrepassato un giardino, sono scappati a piedi per un campo. Oltre alle pattuglie dei carabinieri della locale Stazione, in zona sono accorse quelle del comando di Pistoia. E la rete si è a poco a poco stretta attorno ai due fuggiaschi. Che sono stati individuati dai militari aglianesi poco dopo: a dere nell'occhio, il fatto che uno di loro fosse in maniche di camicia. A lungo i due sono stati interrogati a lungo nella caserma aglianese, per poi essere trasferiti nel carcere di Pistoia a disposizione del magistrato. Sono accusati di tentata rapina e del furto della Punto bianca utilizzata per la fuga. Le indagini vanno avanti per individuare eventuali complici. Un terzo bandito, infatti, forse il palo, potrebbe essere fuggito in sella ad uno scooter nero.

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