Il Tirreno

Pistoia

PD E MIRAFIORI: IL DIBATTITO

Romano Fedi

3 MINUTI DI LETTURA





 Nei giorni scorsi il segretario comunale Pd Paolo Bruni, operaio di AnsaldoBreda, aveva criticato in una sua lettera la posizione ufficiale del partito sul referendum di Mirafiori, sostenendo che avrebbe preferito un partito più vicino ai lavoratori. La lettera ha provocato delle reazioni. UN PARTITO PLURALE Caro Bruni, il Pd non va a rimorchio della Cgil  Caro signor segretario dell'Unione comunale del Pd, proprio non condivido la lettera inviata al Partito democratico. Nella sostanza lei rimprovera al nostro partito di non essere abbastanza presente sui grandi temi economici e sociali del nostro tempo e, su questo punto, posso concordare, ma mi chiedo, subito dopo, come non comprenda che rimproverare il Pd significhi rimproverare sé stesso. Lei non è segretario da ieri, prima era stato coordinatore del partito, senza che anche a Pistoia gli argomenti da lei sollecitati trovassero luoghi ed occasione per essere affrontati e discussi.  Poi, secondo me, nel suo scritto, lei interroga il partito da sindacalista militante, dando per scontato che il nostro partito abbia come punto di riferimento nel mondo del lavoro soltanto una sigla sindacale, mentre, come ben rilevato dai nostri dirigenti nazionali, il mondo del lavoro è rappresentato da una pluralità di soggetti. Il Partito democratico, con la presa di posizione del nostro segretario nazionale, ha ascoltato tutte le parti sociali interessate, rispettando la loro autonomia, e cogliendo tutti gli aspetti della difficile situazione. Aggiungo, inoltre, che sulla questione Fiat, se il Pd ha compiuto un errore, è stato, a mio avviso, quello di non essere in piena sintonia con il sindaco di Torino, che, oltre a vivere in prima persona la vicenda, è anche uno stimato e autorevole dirigente del Pd.  La sua stesa richiesta di essere a fianco dei lavoratori nello sciopero del 28 avrebbe un senso compiuto solo e soltanto se lo sciopero fosse stato proclamato e sostenuto dalle tre storiche organizzazioni sindacali confederali all'unisono. Renzo Fagioli APPELLO «PATETICO» Nessuna discussione a livello locale  Caro Paolo, ho aspettato l'esito del referendum Fiat per rispondere all'invito che tu hai fatto al Pd, in veste di segretario comunale. Trovo anacronistico e fuori luogo, quasi patetico tale invito, da parte di un dirigente responsabile (meglio era a livello personale). Caro Paolo, se poi si considera che da qualche tempo sei alla guida della segreteria e che il partito vive nel più assoluto appiattimento, molti pistoiesi non sanno se ancora esista (forse anche molti di quelli che hanno votato durante il congresso, lo sapevano), allora la cosa diventa ancor più stridente. Avrei voluto discuterne a livello locale, promuovere incontri, fra sindacalisti diversi e operai, qui lontani dalla mischia, parlare delle problematiche che oggi ci pone l'iniziativa unilaterale di Marchionne, cercare di ricucire almeno al nostro interno per riportare unità e concordia fra le diverse anime che agitano il nostro partito.  Non parteciperò alla manifestazione della Cgil del 28 gennaio, con rammarico, perché la ritengo inutile e dannosa, tutti i nostri sforzi dovranno essere destinati al riavvicinamento sindacale, non potremmo sopravvivere divisi, l'antagonismo crea danni enormi.  Certo che i lavoratori di Torino hanno avuto un grande coraggio e il risultato dovrebbe far riflettere molti, anche coloro che credendo di essere o di rappresentare la maggioranza continuano a commettere errori su errori sottoscrivendo accordi con governo e aziende che dopo puntualmente non rispettano, in special modo chi lì in mezzo ci sembra ibernato, inamovibile e indistruttibile: credo che gli uomini al contrario del vino più stazionano in damigiana peggio diventano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web