Il Tirreno

Pistoia

«Con l'Atp non si risparmia»

Michele Galardini
«Con l'Atp non si risparmia»

Agliana, Quarrata e Pescia insistono: gestione autonoma

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 PISTOIA. L'indicazione di base arriva direttamente dal presidente della Regione Enrico Rossi che a fronte di una situazione problematica per i fondi destinati ai servizi, ha lanciato un appello affinché si creino delle gestioni comuni. All'interno del bacino di "servizi" soggetto di non secondaria importanza è la cultura, una delle tre vittime sacrificali preferite dai tagli governativi assieme all'istruzione e alla ricerca.  Nello specifico, per quanto riguarda i teatri della provincia il problema non sembra essere la volontà di delegare ad un unico soggetto la gestione e la programmazione, quanto capire se tale operazione possa portare a reali benefici economici e strutturali. Accanto ai teatri gestiti dall'Atp resistono le "anomalie" di Agliana, Quarrata e Pescia - anche se quest'ultima è presente con due membri nel consiglio di amministrazione - che continuano con modalità dissimili a portare avanti un medesimo progetto teatrale autonomo. I tagli spaventano, eppure queste realtà resistono riuscendo ad investire in programmazioni di impatto. La possibilità di dare corso alle parole di Rossi passa dunque attraverso le opinioni dei due "blocchi" interessati: da un lato l'Atp, Comune e Provincia, dall'altro le tre realtà "indipendenti".  Il distacco non è così netto ma, mentre il presidente dell'Atp Giuseppe Grattacaso definisce auspicabile un'idea di gestione condivisa che porterebbe ad una facilitazione del lavoro e l'assessore Mirco Vannucchi sottolinea come in una tale prospettiva la grande professionalità dell'Atp diventerebbe un bonus per tutti gli altri teatri, sulla sponda opposta si alzano pareri almeno prudenti. Il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini, perfettamente consapevole dei tagli che dal prossimo anno colpiranno la gestione del Teatro Moderno (da 100 a 50mila euro), non vede in un simile progetto nessun beneficio reale: «A giugno verrà indetto un bando per la gestione del teatro per la stagione 2011/2012 e questa è per noi la scelta migliore, sicuramente più auspicabile dell'offerta che in passato proveniva dall'Atp: solo sei spettacoli annui e teatro chiuso per tutti gli altri giorni».  Dello stesso parere anche il sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori, che non vede alcun risparmio in una possibile gestione centrale dei teatri. «Per quest'anno - dice - sappiamo che dallo Stato arriveranno tagli di 570mila euro per i servizi e abbiamo deciso di dare in mano ai cittadini la scelta delle "cose dal salvare", ovvero quelle categorie sulle quali il peso dei tagli dovrà farsi sentire con minore forza. Noi crediamo in questa partecipazione, l'unione di per sé è una cosa buona ma solo se prima viene fatto un percorso dalla base».  A chiudere il cerchio l'assessore di Pescia Stefano Cirrito che parla di come l'investimento si sia più che dimezzato dal 2008 (ultimo anno di gestione Atp) passando dai 130mila euro ai 54mila della scorsa stagione di prosa. «Noi ci affidiamo alla Fondazione Sistema Toscana per il cartellone, pagando una quota di gestione di 18mila euro, e siamo aperti ad una gestione unica purché si risparmi davvero. Intanto bisognerebbe che la Provincia rivedesse il contributo dato all'Atp».  Il problema sta nel vedere se la gestione centralizzata da parte dell'Atp non si trasformi prima in un "peso" che in un'occasione. Lo conferma anche l'assessore provinciale Chiara Innocenti che, centrando il bandolo della matassa, definisce auspicabile una unione dei teatri solo in una prospettiva di diminuzione dei costi dell'Atp: «Pescia, ad esempio, ha indetto un bando perché le spese dell'associazione erano troppo elevate. L'anno scorso abbiamo approvato l'adeguamento Istat per l'Atp e vogliamo proseguire su questa strada».

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