Il Tirreno

Pistoia

Neri (Confartigianato) è tra i beffati del bando per gli incentivi alla sicurezza

«Il click day si è dimostrato iniquo»

«Il click day si è dimostrato iniquo»

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PISTOIA. «A che vale avere un punteggio alto se poi le graduatorie Inail premiano soltanto la velocità dei sistemi informatici? E' vero che il bando per gli incentivi alla sicurezza precisava, che raggiunto il punteggio minimo fissato come soglia di ammissibilità, tutti i punti in più non contavano, ma è proprio questo il meccanismo iniquo che contestiamo. E non ci dicano che non ci sono risorse per fare un minimo di valutazione».  A parlare è Alessandro Neri, nella doppia veste di imprenditore "beffato" dal click day e di presidente del centro sicurezza ambiente Geos Pistoia, che fa capo a Confartigianato. Il crash del sito Inail che ha impedito a centinaia di aziende pistoiesi di accedere ai finanziamenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro stanziati dall'istituto ha evidenziato come il meccanismo del "click day" sia profondamente iniquo.  «Io stesso - sottolinea Neri - sono stato gabbato dal sistema, che mi ha espulso, facendomi rientrare soltanto quando i fondi erano esauriti. Eppure, la prevalutazione aveva assegnato alla mia domanda ben 110 punti, a fronte dei 90 minimi richiesti. Se, come dice l'Inail, a breve uscirà un nuovo bando con altri 60 milioni di euro di plafond, è necessario che non si affidi la distribuzione delle risorse alla velocità e alla casualità, ma si studi un meccanismo che valorizzi la qualità, o quanto meno tenga in considerazione il punteggio dei progetti presentati».  «Se il click day verrà replicato con le stesse modalità di quello del 12 gennaio, - prosegue il presidente Geos - significa che l'Inail non vuole assumersi la responsabilità di valutare l'effettiva qualità dei progetti, incentivando di fatto il già diffuso malumore verso le istituzioni. E se proprio non si vuole rinunciare al meccanismo del click day, le domande dovrebbero almeno essere tutte accolte, creando una graduatoria 'trasparente' a cui attingere per i bandi successivi ed evitando un'ulteriore, inutile e costosa perdita di tempo per le imprese». L'altissimo numero di aziende che ha tentato la sorte del click day, conclude Neri, «dimostra la sensibilità delle piccole e medie imprese verso la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro nonostante la crisi ne limiti in maniera considerevole la fattibilità finanziaria».

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