Italia
Piccoli segnali di ripresa alla vigilia dellappuntamento col Salone di Milano
Mobile, migliora l'export
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In leggera ripresa lexport del mobile nel primo trimestre 2010 Cna: «I consorzi? Meglio finanziare le singole imprese»
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QUARRATA. Export in leggero aumento per il settore del mobile. Ma la Cna sprona le istituzioni: «Bisogna puntare sulle imprese più dinamiche del Made in Italy anche per ricostruire la filiera locale». Minor fiducia ripone invece il responsabile del settore arredamento Paolo Spadoni nei finanziamenti a progetti e consorzi di imprese, compreso il Progetto per Quarrata, da poco approdato in Regione. «Meglio finanziare le singole aziende - sostiene Spadoni - quelle che ancora resistono sono solide e già investono, piuttosto che progetti, spesso poco concreti, di rilancio di reti e consorzietti che rischiano di far sperperare soldi e non produrre benefici a lungo termine». Tra le finanziabili, per Spadoni, ci sono ad esempio le aziende che anche quest'anno parteciperanno al Salone del Mobile. «Dopo il picco del 2009 e i primi mesi del 2010 - spiega Spadoni - i mobilieri si aspettano segnali positivi di ripresa dal 2011, sia sui mercati tradizionali europei sia su quelli lontani (asiatici e mediorientali) con produzioni di gamma medio-alta. Il settore del mobile imbottito dal 2008 ha registrato la traumatica chiusura o le procedure concorsuali di diverse imprese storiche che hanno messo in ginocchio e costretto a chiudere le imprese della subfornitura e del conto terzi, sia per il venir meno delle commesse sia per gli insoluti». Oggi si registra però qualche segnale di aumento di ordinativi: il distretto pistoiese, nei primi tre trimestri del 2010, ha registrato un export di circa 118 milioni di euro, con un incremento sul 2009 del 5,6%. «Già dal 2003 - continua Spadoni - era iniziata la flessione della produzione del mobile a livello nazionale, che passava da un peso di circa il 18% sulla produzione manifatturiera nazionale nel 2004 al 13% nel 2010. Per la maggior parte delle imprese la maggiore difficoltà, dopo la diminuzione del fatturato, si è rivelata il rapporto con il sistema del credito, incapace di recepire le richieste e di apprezzare progetti delle imprese con cui ha intrattenuto rapporti corretti e consolidati. Questa situazione ha portato a un impoverimento sia economico sia professionale del tessuto produttivo del distretto con difficoltà di ricollocazione dei dipendenti e degli imprenditori». Ma c'è chi è sopravvissuto: «Alcune aziende hanno comunque prodotto risposte interessanti per rimanere competitivi e accrescere il mercato, con la qualificazione delle produzioni, del marketing e dell'innovazione organizzativa. Al Salone del Mobile 2010 di Milano erano circa 35 gli espositori del distretto: è proprio su di loro che dovrebbero investire le istituzioni locali e regionali per rilanciare il "distretto dell'imbottito e del mobile pistoiese", per favorirne la competitività e per riportare le lavorazioni Made in Italy alle imprese artigiane della filiera locale». M.Q.
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