Il Tirreno

Pistoia

La prima volta di Fausto

Marta Quilici
Bertinotti in chiesa, a destra il missionario don Umberto Guidotti
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Bertinotti in chiesa, a destra il missionario don Umberto Guidotti

Bertinotti nella chiesa di Santomato insieme a don Guidotti

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PISTOIA. Bertinotti in chiesa per parlare di lavoro, sindacato, declino della sinistra europea, Mirafiori. È la prima volta che accade. «Proprio così - conferma l'ex presidente della Camera ed ex segretario di Rifondazione comunista -: in tutta la mia vita non avevo mai parlato in chiesa». É accaduto per la prima volta venerdì sera nella chiesa di Santa Maria Assunta di Santomato: Fausto Bertinotti, insieme al missionario don Umberto Guidotti, hanno parlato di "Un nuovo mondo è possibile? Sì, è utile e necessario".

A fare gli onori di casa, il parroco don Paolo Tofani. Al tavolo dei relatori, due bandiere: quella della Pace e quella di Libera. La navata della chiesa era piena e tra le panche dei "fedeli" anche tanti "compagni". Alla fine dell'inedita esperienza, in cui Don Umberto ha parlato di «rivoluzione contro il sistema capitalista neoliberista» e Bertinotti della necessità di una «casa comune di tutte le forze progressiste, credenti e non credenti», gli scrosci di applausi non si sono fatti attendere.

È rimasto soltanto un dubbio: «Ma chi è dei due - ha chiesto ironicamente una persona del pubblico - il fratello e chi il compagno?». A poche ore dalla chiusura del referendum, Bertinotti non poteva non parlare di Mirafiori: «Gli operai sono soli di fronte a un ricatto - ha detto -. Il colpevole è la politica e soprattutto la sinistra che in Europa ha perso l'unico suo motivo di esistenza: la lotta per l'uguaglianza. La sinistra perde perché ha perso il punto di vista degli esclusi che adesso sono anche i pensionati, i disoccupati che finora erano parte integrante della cittadinanza. C'è insoddisfazione e volontà di farsi sentire soprattuto tra i giovani, come in questi giorni in Tunisia. Anche da noi, in questo senso, c'è il rischio di guerre civili».

Perché è accaduto? «Hanno ucciso la democrazia - afferma -. Viviamo in regimi oligarchici in apparenza democratici. I mercati in Europa governano gli Stati esattamente come Marchionne con la Fiat. La speranza che nasceva dalla sconfitta del nazifascismo è stata sconfitta dalla vittoria di questa globalizzazione a cui purtroppo hanno finito per omologarsi anche forze sindacali e politiche di sinistra. La fabbrica che Marchionne ha in mente è di tipo totalitario, senza conflitto interno - limita lo sciopero e la rappresentanza sindacale - e in cui le persone sono appendici della macchina - si riducono le pause, la possibilità di ammalarsi e nel turno non si fa pausa-pranzo. Spesso sentiamo parlare di crisi "mondiale", ma la crisi è dell'Occidente. Brasile, Russia, India, Cina crescono dal 7 al 10%. Il nostro Pil è già tanto se arriva all'1% e a questo lo stato risponde solo con i tagli».

L'incontro è stato organizzato da Libera Pistoia, in collaborazione con le parrocchie di Santomato e San Piero Agliana, Circolo Oscar Romero di Santomato e la Casa della Solidarietà - Rete Radiè Resch di Quarrata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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