Il Tirreno

Pistoia

Montalti, segretario Fimmg: «Medici gravati di obblighi, altro che semplificazione»

Certificati on line: un disastro

Francesco Albonetti
Visita medica in un ambulatorio e, sotto, Beppino Montalti
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Visita medica in un ambulatorio e, sotto, Beppino Montalti

«Il sistema non funziona e dal 31 rischiamo il licenziamento»

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PISTOIA. La certificazione medica telematica voluta dal ministro Brunetta complica, anziché semplificare la vita ai medici di famiglia. La protesta arriva da Beppino Montalti, segretario provinciale della Fimmg - la federazione dei medici di medicina generale - il quale fa notare che entro il 31 gennaio scatteranno anche le sanzioni per chi non si è adeguato. «E non sono sanzioni da poco - dice Montalti - visto che è prevista la sospensione della convenzione per i medici che non trasmettono i certificati on line. Il che equivale a un dipendente che viene licenziato perché non tiene la scrivania in ordine». Montalti non se la prende con la novità in sé, ma col fatto che, almeno per ora, non sta funzionando. Il sistema informatico si blocca. Durante questa fase di sperimentazione il sistema si blocca spesso, rallentando lo stesso lavoro negli ambulatori, a discapito dei pazienti in attesa. «Capita spessissimo - lamenta Montalti - e ci resta meno tempo per fare il nostro lavoro, che è quello di visitare e curare i cittadini. Quando succede, dobbiamo comunque consegnare al paziente un certificato cartaceo, con la premura di spedire all'Inps, destinatario del certificato, l'avvertenza che all'ora tale il sistema informatico non funzionava». Certificati a domicilio. «Non possiamo portarci il computer dietro ogni volta che visitiamo un paziente a domicilio. Ed anche se lo portassimo, non possiamo portarci dietro una stampante, perché comunque il paziente ha bisogno del certificato cartaceo da fare avere al datore di lavoro. Allora hanno istituito un numero verde per dettare gli estremi per telefono: il numero non funziona quasi mai e dopo molta attesa, ci viene quasi sempre risposto "siamo spiacenti, ma il sistema è temporaneamante bloccato". Tutto questo avviene a casa del paziente, con disagi per lui e anche per altri cittadini che vogliono essere visitati. Abbiamo chiesto che, almeno per le visite a domicilio, la certificazione rimanga cartacea». Esenzioni per reddito. «Questa è la chicca - spiega Montalti - il ministro ha previsto che dovremmo essere noi medici a certificare sulle ricette il diritto all'esenzione dal ticket per i pazienti indigenti. Questo perché, con l'autocertificazione, si sono verificate delle truffe. Quindi, al medico dovrebbe competere anche un accertamento fiscale. Dopo le nostre perplessità, l'Agenzia delle entrate ha fatto un elenco degli aventi diritto alle esenzioni, che noi dovremmo trasferire nell'archivio telematico dei pazienti. Abbiamo concordato con l'Asl che ci penserà l'azienda sanitaria, ma al momento questo elenco ancora non c'è». Burocrazia aumentata. «Tutti questi obblighi non fanno che aumentare la burocrazia, altro che semplificare! E gravano sui medici in un momento in cui è in corso una riorganizzazione generale, in quanto si sta passando da un sistema sanitario basato sull'ospedalizzazione ad uno territoriale, in cui i medici di famiglia hanno un ruolo chiave».

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