Il dolore
Predatori di rame al cimitero
Marta Quilici
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Il cornicione del porticato del cimitero senza più grondaia. Nella foto sotto resta solo uno spezzone di tuboRubati nella notte oltre cento metri di grondaie e canali di scolo
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QUARRATA. Ancora un furto di rame al cimitero di Santallemura. Ad essere portati via nella notte, grondaie e canali di scolo, nella parte vecchia della struttura, per un totale di oltre 100 metri di tubi metallici. Ad accorgersi del furto, ieri mattina, il guardiano del cimitero, Romano Gallorini, che ha subito dato l'allarme. Un gesto criminale a cui il Comune di Quarrata è purtroppo abituato, compiuto da malviventi che il vicesindaco Marco Mazzanti non esita a definire "imbecilli", esasperato dagli ormai continui furti messi a segno nei vari cimiteri del territorio (tra gli ultimi, Vignole e nuovamente Santallemura, circa un anno fa). Da qui, la decisione di rimpiazzare ogni volta le grondaie di rame rubate con canaline di plastica, decisamente più brutte a livello estetico ma se non altro meno allettanti per i ricettatori del prezioso "oro rosso". Il furto è stato messo a segno nella notte tra giovedì e ieri. I malviventi si sono introdotti nella parte vecchia del cimitero e si sono diretti verso i pochi punti in cui ancora avevano resistito le grondaie di rame. Hanno portato via tutto il tratto di grondaia che si estendeva, a diversi metri di altezza dal terreno, sotto il tetto del lato più lungo del cimitero, quello che ospita i loculi, a fianco della chiesa. Non è chiaro come i ladri siano riusciti a smontare e a prendere le grondaie da una simile altezza. Probabilmente le hanno fatte cadere a terra, tirandole giù dal basso. In terra, infatti, ieri mattina c'erano ancora dei residui di mattone delle tegole del tetto. "Sono entrato a lavorare verso le 7 di mattina - racconta Romano Gallorini, guardiano del cimitero di Santallemura - Mi sono accorto subito che c'era qualcosa di strano. Poi, quando ho fatto il giro del cimitero, ho capito di cosa si trattava. "Ci risiamo" ho pensato, ricordandomi tutte le volte in cui i ladri si sono già intrufolati nel camposanto per rubare il rame. Adesso praticamente non ce n'è rimasto quasi più». Oltre che quello lungo il lato della chiesa, i ladri hanno rubato anche un tratto di grondaia dal casottino di servizio dei guardiani. L'amministrazione comunale, dopo un primo sopralluogo sul posto, si è subito attivata, presentando una denuncia contro ignoti alla stazione dei Carabinieri e contattando immediatamente la ditta incaricata per il montaggio delle nuove docce in plastica, al posto di quelle in rame oggetto sempre più spesso di furti. «Purtoppo - afferma il vicesindaco Mazzanti - benché l'intervento dell'amministrazione sia stato tempestivo, essendo venerdì, la ditta non riuscirà ad effettuare il ripristino dei canali prima di lunedì prossimo, pertanto in caso di pioggia si verificheranno senz'altro disagi. Mi scuso fin da ora per i problemi che potranno subire i cittadini a causa di atti di imbecilli che vanno a creare danni a strutture pubbliche per dei miseri guadagni». In realtà i guadagni per i ricettatori del rame tanto miseri non sono. Il ricavato per i ladri va dai 2 ai 3 euro al chilo, ma il mercato nero dell'oro rosso è ben più ampio di quanto ci si possa immaginare. Grandi quantità di rame rubato sarebbero acquistate direttamente anche da fonderie prive di scrupoli, dove cavi, grondaie ed ornamenti funebri, fusi in barre o in lingotti di rame puro o leghe (in genere ottone) vengono esportati all'estero. A quel punto il prezzo sui mercati paralleli può arrivare anche a 10-15 euro al chilo. «Sono gesti deprecabili - commenta il sindaco Sabrina Sergio Gori - Oltre al rame, senza dubbio il più preso di mira, a volte vengono rubati anche gli oggetti sulle tombe: dei lumini in swarovski, ad esempio, non ne resiste uno».
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