Il Tirreno

Pistoia

PUBLIACQUA NEL MIRINO

Esposto in arrivo da Confconsumatori

Il presidente Publiacqua D’Angelis
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Il presidente Publiacqua D’Angelis

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 PISTOIA. Continua la guerra legale tra Publiacqua e Confconsumatori sulla questione del nuovo deposito cauzionale richiesto ai clienti della società che gestisce l'acquedotto. L'associazione consumatori di Galleria Nazionale ora annuncia vere e proprie azioni legali contro la spa pubblica.  La decisione di restituire ai clienti i vecchi depositi cauzionali introducendone contemporaneamente di nuovi e più alti, ha raccolto alla fine del 2010 numerose critiche, non solo dalle associazioni dei consumatori. Il deposito cauzionale è quella somma che Publiacqua chiede in deposito per tutelarsi contro eventuali mancati pagamenti di bollette. Si può non versare se si ha la "domiciliazione" della bolletta, cioè il pagamento automatico tramite conto corrente bancario o postale.  Anche i Comuni dell'Ato 3, che pure avevano avallato la decisione, presero poi le distanze dalla gestione dell'operazione portata avanti dalla spa guidata da Erasmo D'Angelis. Ma Confconsumatori fece di più, invitando esplicitamente gli utenti a non pagare il deposito. Publiacqua, come aveva avvertito, sta ora inviando le prime lettere di intimazione di pagamento con l'avviso di interruzione del servizio idrico.  «Le Federazioni di Prato e Pistoia della Confconsumatori - si legge in una nota diffusa ieri - giudicano questo gesto un grave episodio di intimidazione al quale tutti, dalle associazioni dei consumatori ai sindacati, dal Forum contro la privatizzazione fino ai sindaci dei Comuni dell'Ato 3 che si erano già schierati contro l'aumento del deposito, devono reagire con fermezza».  La Confconsumatori, intanto, informa di aver dato mandato ai suoi legali - Marco Festelli e Alessandro Fagni - di attivare due procedure. «Da un lato - si legge - preparare un esposto alle Procure della repubblica di Prato e di Pistoia contro Publiacqua e le sue minacce per valutare se, nel comportamento fin qui tenuto dal gestore, vi siano gli estremi del reato; in tal caso, la dirigenza di Publiacqua finirebbe per pagare a caro prezzo la condotta di qui tenuta. Dall'altro lato, i legali stanno preparando anche un ricorso civile contro l'azienda per impedire che i cittadini subiscano il distacco del servizio e i gravi danni conseguenti. Due azioni per le quali centinaia di cittadini hanno già espresso il proprio consenso».  «Publiacqua ha una strada sola per uscire dal tunnel ove si è andata a cacciare - precisano nella loro nota i presidenti provinciali Marco Migliorati e Stefano Ragionieri nel comunicato diffuso ieri - rispettare ciò che i sindaci dei comuni dell'Ato hanno deciso qualche settimana fa, annullare l'aumento della cauzione e restituire i soldi agli utenti. Altrimenti si troverà difronte ad un completo fallimento».

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