Il Tirreno

Pistoia

Catturato il rapinatore dell'anziano

Catturato il rapinatore dell'anziano

In manette tunisino di 23 anni, nella sua casa trovati i soldi portati via

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Poco più di dodici ore sono state sufficienti agli investigatori della squadra mobile della questura per far scattare le manette ai suoi polsi. E' finito in carcere giovedì pomeriggio il bandito che, armato di coltello, aveva rapinato, la sera prima, due anziani coniugi, nella loro abitazione in via Porta al Borgo.  Si tratta di un 23enne tunisino, Wahid Ouertatani, regolarmente residente a Pistoia, in via dei Gelli, in quanto sposato con una donna italiana. La polizia è riuscita a recuperare nel suo appartamento l'intero bottino: 2.800 euro in contanti e un telefono cellulare.  La rapina era avvenuta intorno alle 23.30 di mercoledì: autore, un uomo, con il volto coperto da un passamontagna, che, dopo aver suonato alla porta dell'abitazione dei due anziani, al secondo piano del palazzo; l'84enne pensionato, nonostante l'ora tarda, è andato ad aprire (la moglie, inferma, era, come al solito, a letto) e il rapinatore, puntandogli il coltello alla gola e spintonandolo a terra (nella caduta ha riportato l'aggravamento di una pecedente frattura ad una costola: 20 giorni di prognosi), si è fatto consegnarre tutti i soldi che c'erano in casa. Probabilmente il 23enne tunisino sapeva che i due anziani coniugi avevano ritirato le pensioni appena l'8 gennaio scorso. Con il bottino in tasca, si era poi dato alla fuga, perdendo, nella concitazione del momento, una banconota da 100 euro. Per sviare le indagini, nel corso della rapina il tunisino, esprimendosi in un buon italiano, avrebbe detto che i soldi gli servivano per tornare in Romania.  Gli investigatori della squadra mobile, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, sono riusciti a scoprire che il giovane tunisino conosceva già sia il luogo che le vittime della rapina. In passato aveva avuto modo di frequentare il palazzo, in quanto vi abitava una sua parente. E qualche giorno prima del colpo, si era presentato già alla porta di casa dei due anziani, spacciandosi come volontario della Misericordia impegnato in una raccolta di fondi. L'84enne padrone di casa però si era insospettito e prima che il giovane riuscisse ad entrare aveva fatto in tempo a suonare il campanello della vicina. A quel punto Ouertatani si era dileguato di corsa, abbandonando sul posto l'ombrello richiudibile che aveva con sé. La vicina di casa era però riuscita a scorgerlo in faccia e, soprattutto, nella sua memoria era rimasto impresso il giaccone con il collo di pelliccia che indossava.  Per questo, quando, dopo la rapina, i poliziotti hanno iniziato ad ascoltare i vari testimoni, i maggiori sospetti si sono focalizzati subito su quel tunisino visto qualche giorno prima e, all'apparenza, parente di una donna che viveva nel palazzo in passato. Le indagini, andate avanti per tutta la notte, hanno portato così, nella mattinata di giovedì, all'abitazione di via dei Gelli, nei pressi di piazza della Resistenza. Ouertatani non c'era, ma all'interno gli investigatori della Mobile hanno trovato la conferma inequivocabile ai loro sospetti: il telefono cellulare dell'anziano rapinato.  I poliziotti si sono perciò appostati attorno all'abitazione e quando il giovane tunisino, nel pomeriggio, è tornato, lo hanno arrestato.  «Vista l'efferratezza dell'episodio - ha spiegato ieri mattina in conferenza stampa il questore Maurizio Manzo - la polizia si è mossa immediatamente con tutte le forze disponibili. Un'indagine complessa, perché il bandito ha agito a volto coperto e l'anziana vittima era sotto choc e non riusciva a fornire indicazioni precise. Ma l'acume investigativo degli uomini della squadra mobile ha dato i suoi frutti: nel giro di poche ore sono riusciti ad individuare il responsabile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa