Il Tirreno

Pistoia

Roberto Poli, il "mangiaragioni"

Roberto Poli
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Roberto Poli

In un libro le vicende della famiglia del presidente dell'Eni

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 PISTOIA. «Sei diventato un personaggio pubblico di rilievo. Ci giungevano notizie dei tuoi successi attraverso tua madre che, raccontando queste cose, alzava gli occhi al cielo come a significare che suo figlio era aiutato da potenze celesti. Io credo invece che tu fossi aiutato da una chiara intelligenza e da una volontà e un'ambizione di ferro».  Il personaggio a cui si rivolge Marcella Spinozzi Tarducci nel suo libro di memorie "Sono ancora io. L'epopea di una famiglia toscana" (Sarnus, 12 euro) è il cugino Roberto Poli, oggi presidente dell'Eni. Di lui l'autrice fornisce un ritratto inedito, riportando a galla ricordi d'infanzia, di quando negli anni '40 vivevano entrambi nella casa di famiglia a Capostrada. Immagini di corse, di gare coi tappi della birra che emulavano i campioni del ciclismo, di risate e giochi assieme ai nonni, di cui Roberto era il nipote prediletto. Anche se a volte prepotente, sempre convinto di essere dalla parte del giusto (era soprannominato "mangiaragioni"). Poi le strade dei due cugini si dividono, come sempre accade quando ognuno cresce e segue il proprio destino. L'ascesa sociale e le alterne vicende del resto della famiglia, possono essere lette in questo racconto appassionante che dagli anni della seconda guerra mondiale, visti dall'autrice con occhi da bambina, arriva fino ai giorni nostri.

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