Sicurezza
Imu, il Comune incasserà fino a 3,6 milioni
Francesco Albonetti
Ma l'assessore e il Sunia bocciano la nuova imposta sugli affitti: «E' solo uno spot»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Oltre 3 milioni e mezzo di euro nelle casse del Comune come ipotesi migliore, poco meno di un milione e mezzo in quella minima simulata dal Sole 24 Ore. Tutto ciò, grazie alla nuova imposta Imu. Cifre che potrebbero alleviare, o addirittura compensare, i famigerati tagli della Finanziaria che gravano come una scure sul bilancio dell'ente in questo 2011 appena iniziatio. L'incasso potrebbe arrivare dal gettito dell' imposta unica sugli affitti introdotta nel decreto attuativo sul federalismo fiscale dal ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli. Il decreto deve essere ancora completato e si tratta, al momento, di un'ipotesi probabile, ma già il quotidiano vicino a Confindustria ha simulato lo scenario che potrebbe profilarsi per i Comuni italiani con questo nuovo gettito. E le conseguenze dell'introduzione della "cedolare secca", non arrecherebbero benefici soltanto sul fronte del federalismo, quindi per gli enti locali, ma anche per il mercato della casa e sul fronte dell'evasione fiscale. Un quadro al quale l'assessore al bilancio, Mirco Vannucchi, non crede affatto, tanto che preferisce astenersi da giudizi tecnici, per formularne un commento prettamente politico. «Una vera e propria legge sul federalismo fiscale ancora non l'abbiamo vista - dice l'assessore pistoiese - Stiamo ancora aspettando di conoscere il quadro complessivo, una scaletta operativa organica che deve essere annunciata dal ministro Tremonti, non attraverso provvedimenti di singoli ministri annunciati a pezzi e bocconi. Non ho ancora capito cosa intende il governo per federalismo fiscale, ho l'impressione che Calderoli e la Lega dicono una cosa e poi magari viene smentita dagli stessi alleati del sud». Dagli immobiliaristi arriva invece un moderato ottimismo su questa modifica della legge che cambia la tassazione sugli affitti. «Noi ci attendiamo degli effetti positivi, anche a livello pistoiese - dice Alessandro Benedettini dell'agenzia immobiliare Errecasa - Non tanto sui canoni di locazione, i cui prezzi dipendono dalla domanda ed offerta sul mercato. Quanto, semmai, sull'incentivo che questa novità può portare ad investire negli immobili. Ci aspettiamo, soprattutto, un aumento della richiesta di immobili da destinare alla locazione, ma come investimento. Probabilmente molti proprietari che oggi non riescono a vendere, saranno incentivati a spostarsi sull'affitto perché si profila una minore tassazione». Il Sunia, col presidente provinciale Davide Innocenti, non crede a questi vantaggi e giudica le novità come «un provvedimento spot del governo». «I benefici fiscali saranno tutti a carico dei redditi medio-alti - dice Innocenti - e non crediamo che vi sarà questo gettito fiscale auspicato e che verrà recuperato il nero, tanto che il Sunia nazionale stima una perdita di gettito di un miliardo. Visto che la cedolare secca del 20% è una scelta, un'opzione e non è obbligatoria, chi va a libero mercato e dovrebbe pagare il 23% sceglierà di restare con l'attuale regime fiscale. E l'affitto concordato ne verrà depotenziato, non favorito. Auspicavamo la creazione di un fondo di garanzia per la morosità colpevole, cioé per chi è in difficoltà a pagare l'affitto, come è stato fatto per chi non riesce a pagare i mutui. Ma non è stato fatto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
