Il Tirreno

Pistoia

Assemblea, il giudice prende tempo

A destra alcuni dei soci e degli assistiti dell’Aias pistoiese presenti ieri in aula. Sopra, il giudice onorario Filippo Fontani. A destra il commissario Bagnale seduto al fianco dell’avvocato Ciccarelli
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A destra alcuni dei soci e degli assistiti dell’Aias pistoiese presenti ieri in aula. Sopra, il giudice onorario Filippo Fontani. A destra il commissario Bagnale seduto al fianco dell’avvocato Ciccarelli

Scontro tra avvocati su quali soci debbano essere convocati

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 PISTOIA. Due tesi contrapposte, nessuna possibilità di conciliazione. Una parte è decisa ad ottenere la convocazione dell'assemblea di tutti i vecchi soci, così come stabilito dal tribunale. L'altra vuole attendere che siano chiuse le iscrizioni per poi convocare l'assemblea con i nuovi soci. In mezzo il giudice, chiamato a decidere in punta di diritto nonostante le perplessità manifestate al termine dell'udienza.  «Bisognerebbe capire quali possano essere i veri interessi dietro a una mancata convocazione che mi sembra legata solo a dei cavilli formali» ha commentato ieri mattina il giudice delle esecuzioni Filippo Fontani aggiornando l'udienza dopo essersi riservato la decisione.  Una frase che ha destato la rumorosa approvazione della ventina tra assistiti e familiari dell'Aias di Pistoia presenti in aula, che da mesi, ormai, puntano il dito contro i vertici nazionali dell'associazione e contro il commissario da loro inviato a dirigere la sezione pistoiese solo per quella che ritengono essere una mera corsa al potere.  Fatto sta che bisognerà attendere ancora - al massimo qualche giorno - per conoscere se e con quali modalità il giudice Fontani - avvocato in veste di giudice onorario - convocherà l'assemblea imposta dal presidente del tribunale civile dopo che il commissario inviato dall'Aias di Roma non aveva adempiuto all'obbligo di riunire i soci entro il termine massimo del 6 dicembre.  I soci dell'associazione di via San Biagio avevano fatto richiesta di essere convocati in assemblea al commissario Bagnale; quest'ultimo si era rifiutato; i soci avevano presentato allora istanza in tribunale che, dando loro ragione, aveva ingiunto al commissario di convocare l'assemblea. Invano. Da qui, l'udienza di ieri: per decidere a chi affidare il compito di convocarla (un ufficiale giudiziario, oppure un avvocato o lo stesso collegio sindacale). Nel frattempo sono sopraggiunte però due clamorose novità: il commissario ha cancellato l'intera compagine sociale dell'Aias pistoiese, decidendo di procedere a nuove iscrizioni; poco prima della fine dell'anno, l'Aias nazionale ha espulso dall'associazione Luigi Bardelli e gli altri quattordici membri del consiglio direttivo della sezione pistoiese.  Ieri in aula, a sostenere le parti dei soci dell'Aias pistoiese cancellati dal commissario c'era l'avvocato Cristina Arcangeli. Che ha sottolineato come la giunta esecutiva nazionale abbia comunicato agli interessati l'avvenuta decadenza dei vecchi soci (433) solo il 26 novembre, anche se la decisione era stata del 20 ottobre. Quindi successivamente alla data in cui - il 7 novembre - il presidente della sezione civile del tribunale, Raffaele d'Amora, ha emesso il provvedimento esecutivo per la convocazione dell'assemblea. Per questo, ha sostenuto, sono i vecchi soci, a quella data ancora effettivamente tali, a dover essere convocati. «In questa sede - ha concluso - deve essere decisa solo la modalità di convocazione di questa assemblea, nient'altro. Non è in discusione il merito della questione, c'è un provvedimento esecutivo a cui ottemperare».  A rappresentare l'Aias romana e il commissario Bagnale, gli avvocati Pierpaolo Ciccarelli e Cristina Nicolai. Secondo loro, la richiesta di esecuzione del provvedimento del presidente D'Amora sarebbe ormai superato dalle circostanze. Dal fatto che dal 20 ottobre - sarebbe questa la data di cui tenere conto - i soci che dovrebbero essere convocati non ci sono più, in seguito alla cancellazione decisa dal commissario, inviato a Pistoia proprio per annullare la vecchia compagine sociale e procedere con nuovi tesseramenti: «Il commissario, anche volendo, in questo momento non potrebbe convocare soci ormai decaduti».  Ora la parola passa al giudice: «Cercando di andare oltre i formalismi, per trovare una soluzione che risponda alle esigenze di tutte queste persone che hanno bisogno di assistenza» ha detto.

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