Il Tirreno

Pistoia

«Quel progetto è solo costoso» L'opposizione boccia il piano di recupero dell'ex Maeba

L’ex discoteca Maeba di San Marcello
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L’ex discoteca Maeba di San Marcello

"Noi piccoli comuni montani" attacca la giunta sull'operazione «Non avrà alcun effetto positivo. E i parcheggi dove sono?»

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 S.MARCELLO. Il progetto di recupero dell'ex Maeba, è stato annunciato e descritto dalla giunta comunale, ma nessuno ha ancora visto le carte di cosa verrà fuori. Ci ha pensato l'opposizione di Noi piccoli comuni montani, appendendo i progetti alla bacheca di via Marconi. E adesso, il centrodestra dice la sua, bocciando il piano di recupero - 700mila euro il costo fra ex Maeba e Severmino - non tanto nella sua parte architettonica, quanto nella filosofia che accompagna l'operazione in sé. Secondo l'opposizione «la struttura progettata non rafforzerà il ruolo del capoluogo e, probabilmente, nel tempo, non avrà nemmeno gli effetti positivi che, molti, si aspettano».  Non solo, per Claudio Arcangeli e Silvio Gaggini di Noi piccoli comuni montani, il progetto «non costituirà una risorsa significativa nell'ambito sovracomunale e, non ci appare in armonia con la conformazione dell' area e con la sua identità storico culturale. Sfiora appena gli indirizzi popolari emersi nella consultazione promossa dall'amministrazione precedente, che portò alla redazione del Masterplan. Ed ancora non ha, come invece si vuole spacciare per il solo fatto che è rivolto verso il campo sportivo, coerenza organica con questa struttura e con l'area circostante».  Insomma, una sonora bocciatura, tanto che l'opposizione si chiede se i tecnici che hanno steso il progetto di recupero, abbiano avuto altri indirizzi a parte quelli del contenimento dei costi e delle destinazioni d'uso. «Noi avremmo optato per una struttura che riuscisse a ricucire o, se non altro, a minimizzare l'impatto con il tessuto urbano circostante già pieno di disvalori. Avremmo chiesto di porre attenzione a quelle caratteristiche che, nel futuro, avrebbero permesso, di adattarsi ad eventuali altre destinazioni, in modo da evitare che, dopo qualche lustro, da "risorsa" passi a "problema" come è successo al Conservatorio, al cinema, al dispensario, alle Ginestre, al bocciodromo».  E poi rimane il problema parcheggi, con la previsione di non realizzarne neppure uno in più: «non avremmo sovraccaricato di traffico straducole strette e disagiate, nate per soddisfare esigenze assai più limitate».  Il centrodestra auspica che ci saranno altre occasioni per ampliare il dibattito su questa importante operazione. E conclude evidenziando come «molte di queste osservazioni, derivino dalla mancanza di quella progettazione globale dell'area che, spesso abbiamo invocato e, a chi, dopo aver visto il progetto, 224 mq lordi (meno della metà, della consistenza del vecchio Maeba, 90 mq. in meno dei locali acquistati per la nuova farmacia) sostiene che, fare qualcosa è sempre meglio che lasciare le cose come stanno, vorremmo contrapporre che, per investimenti di questa entità (si tratta di circa 700.000 euro, tra ex Maeba e Severmino, pari a 1.400 milioni delle vecchie lire circa, se basteranno), è lecito anche aspirare a strutture quantitativamente e qualitativamente capaci di produrre un "ritorno" (turistico, logistico e/o se non altro di immagine) che, in questa soluzione, non cogliamo».

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