Gioco
Nelle farmacie gli scaffali sono ancora pieni
Eleonora Ferri
◗
Un cliente si informa sulla campagna anti-influenzale in una farmacia I medici: «La gente è sfiduciata dopo la psicosi dell'anno scorso»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Settantanovemilacinquecento dosi di vaccino antinfluenzale stagionale stanziati dalla Provincia di Pistoia e un aumento dell'80 per cento della copertura vaccinale sul territorio per le categorie a rischio. Sono questi i numeri preventivati ad ottobre di quest'anno dall'Asl di Pistoia per quella che si preannunciava come una campagna antinfluenzale record. Il vaccino è stato predisposto gratuitamente ai cittadini sopra i sessantacinque anni o affetti da particolari patologie e ai bambini, direttamente dai propri medici di famiglia e pediatri, mentre tutti i soggetti considerati non a rischio e quindi al di fuori delle categorie protette, si sono rivolti alle farmacie. Tuttavia, arrivati alle porte del picco influenzale previsto dal Ministero della salute per fine gennaio, basta fare un veloce tour attraverso le farmacie e gli studi medici pistoiesi per rendersi conto del calo vertiginoso che ha subito la campagna delle vaccinazioni. Alcuni farmacisti imputano questo calo «all'efficace campagna vaccinale della Asl, che ha indirizzato tutti i pazienti con patologie specifiche dai medici generici» come spiega il titolare della farmacia de Candia, Mario de Candia. Tutti però si trovano d'accordo nel sostenere il calo delle vendite che ha colpito le vaccinazioni, «in farmacia non c'è stata una grande vendita di vaccini, e per lo più a persone di mezza età, magari con disturbi patologici che non rientrano nelle categorie protette» afferma il dottor Luca Scorcelletti. Negli ambulatori medici il clima non è diverso. Ma a cosa si può attribuire la sfiducia della popolazione verso una questione importante come la prevenzione della salute? Una delle spiegazioni possibili alla «richiesta inferiore delle vaccinazioni è da imputare alle polemiche sul caso dell'influenza H1N1», spiega il segretario Provinciale della Fimmg, Federazione Italiana medici medicina generale, Beppino Montalti. Proprio così, il polverone causato dalle 24 milioni di dosi di vaccino acquistate dall'Italia contro il virus dell'influenza H1n1, ha messo a dura prova la fiducia dei cittadini verso la campagna di prevenzione, che fino ad adesso risulta sempre più in caduta libera. Sono state «nettamente percepite le perplessità» dei pazienti verso la causa delle vaccinazioni, in particolar modo dopo il caso dell'H1n1, conferma il dott. Marco Pacini. Insomma, i dati che emergono sono quelli di una sfiducia diffusa e di una indifferenza generalizzata verso l'importante investimento delle vaccinazioni antinfluenzali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
