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Pistoia

Grande freddo sull'export

Grande freddo sull'export

Breda non vende, il resto galleggia: tira solo il vivaismo

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PISTOIA. Le vendite all'estero della Toscana hanno dato il segno, nel terzo trimestre dell'anno, di una ripresa imminente: lo ha sottolineato con enfasi anche il presidente Enrico Rossi. I dati sull'export pistoiese, messi a disposizione dalla Camera di commercio, raccontano per la nostra provincia una storia diversa: la crisi è ancora ben lungi dall'essere archiviata. Se infatti l'export toscano alla fine del terzo trimestre 2010 ha fatto segnare un rotondo +14% nelle vendite, Pistoia si è limitata al +4%: è il peggior risultato tra le province toscane dopo Firenze (+0,9%) e Massa Carrara (-7,6%). In cifra assoluta, Pistoia ha venduto merci e servizi per 944,9 milioni di euro: solo Siena e Grosseto, province certo di non solida tradizione esportatrice, hanno fatto peggio. Dove vendiamo. La mappa dell'export pistoiese offre subito una spiegazione del cattivo risultato delle vendite all'estero: salta all'occhio infatti la frana delle esportazioni verso la Spagna e - di contro - il boom di quelle verso la Turchia. Ma è facile intravedere da questi dati l'andamento delle commesse di AnsaldoBreda, che ha esaurito la fornitura di treni alla metropolitana di Madrid e prosegue invece quella di mezzi ferroviari per la Turchia.  Insomma, l'export pistoiese è inevitabilmente (viste le dimensioni relative del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano) condizionato dall'andamento di AnsaldoBreda e un periodo come il 2010, in cui si è affacciata la cassa integrazione nello stabilimento di via Ciliegiole, non è certo il più adatto a tirar su le sorti delle vendite all'estero. Tanta Europa. Ma al di là dell'AnsaldoBreda, le aziende pistoiesi patiscono l'incapacità di trovare grossi sbocchi oltre i mercati più vicini, cioè quelli dell'Europa occidentale, in primis Francia e Germania. Grandi paesi, certo, ma con bassa domanda interna. I grandi compratori di questi anni sono oltre oceano: gli Usa, ma soprattutto India e Cina. Negli States le vendite pistoiesi si sono ridotte di un terzo, in Cina sono invece esplose (+39%) ma le dimensioni reali sono ancora talmente piccole che l'ottimo risultato ottenuto quasi non pesa sul totale. Cosa vendiamo. Il vivaismo, con i suoi 169 milioni di euro di prodotti venduti, è il leader incontrastato del commercio estero pistoiese. Segue il settore tessile-abbigliamento, con 141 milioni circa, quindi i mobili con 117. Tutti gli altri settori stanno sotto i 100 milioni: ci si avvicinano solo le cartiere, che mettono insieme 83 milioni di euro di vendite oltreconfine.

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