Sicurezza
Inchiesta sulliniziativa del Comune per definire le priorità e i tagli del bilancio 2011
Quarratini divisi sulla partecipazione
Marta Quilici
Entusiaste le giovani donne, anziani contrari: «Le responsabilità ai politici»
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QUARRATA. Per i ragazzi «è giusto ascoltare i cittadini, ma non tramite sorteggio, rivolgendosi solo a chi è interessato». «Un'ottima idea» per le giovani mamme, felici di esprimere le loro idee sui servizi. Più dubbiosi, se non critici, gli ultra-cinquantenni. Secondo molti dei quali «a decidere dev'essere la politica». Il percorso lanciato dal Comune per il bilancio partecipativo "Contiamo Tutti", che coinvolgerà 1200 quarratini estratti a sorte, divide anche l'opinione pubblica. Molti i cittadini a favore del processo i quali però, più che i tagli, vorrebbero suggerire gli investimenti. «A me è arrivato l'invito - spiega Silvia Bonacchi, giovane mamma quarratina - e penso di partecipare: credo infatti sia giusto il confronto con i cittadini per evitare di impiegare male i soldi. Più persone saranno ascoltate, meglio sarà: ognuno ha infatti le proprie competenze e sensibilità. C'è chi ha i figli a scuola, chi non ha la rete del gas a casa, e così via». Anche Sabrina Caselli, un'altra giovane mamma, è d'accordo con l'idea: «Sarebbe importante - afferma - che l'amministrazione consultasse i cittadini prima di spendere i soldi. Ad esempio avrebbe potuto evitare le varie scritte alla Màgia o la fontana, anche se per questa il Comune dice che non spenderà niente». Più scettici, invece, i ragazzi: «Se mi avessero sorteggiato - spiega Jessica, 18 anni - non avrei partecipato perchè non mi sentirei abbastanza competente. Sui tagli non saprei cosa dire, mi sembra che i servizi che ci sono servano tutti. Forse potrei avere qualche proposta in positivo, su cose da fare: ad esempio a Quarrata manca un canile. Secondo me è giusto che il Comune ascolti i cittadini, ma dovrebbe rivolgersi a chi è interessato, non sceglierli a caso. Ci sono tante persone impegnate e preparate. Andrebbero valorizzate». Anche Ilaria, 16 anni è della stessa idea: «È sbagliato il metodo del sorteggio: il Comune deve ascoltare chi si impegna e si interessa della questione». «Credo che il bilancio partecipativo sia una buona idea - sostiene Elena Carradori -. Si parlerà di tagli? Beh, da tagliare ci sarebbe molto!». «Io credo che debbano decidere gli addetti ai lavori - spiega invece il signor Salvatore Condolucci -, come hanno fatto finora, perchè sono più competenti in materia. Come fa un cittadino a decidere se non ha mai partecipato a un consiglio comunale?». Critico anche il signor Walter Corriga: «A ognuno il proprio mestiere - spiega -. La politica deve prendere le sue decisioni e le sue responsabilità. Se sbaglia, i cittadini hanno altri strumenti in mano: ci sono le elezioni per cambiare gli amministratori». »Secondo me è una buona idea - afferma invece il signor Vinicio Giovannelli -. Se dovessi dire dove tagliare, direi sul personale del Comune: ci sono troppi dipendenti».
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