Finanza
Operaio arrestato: «E' lui il pirata»
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L’abitazione della famiglia Corradini a Case Gori di Pavana e il tratto della statale 64 di Ponte alla Venturina dove sono collocate le telecamere che sono state visionate dai carabinieri per risalire al pirata della stradaRagazzo in Ape ucciso da un'auto, i carabinieri fermano un uomo di 46 anni
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SAMBUCA. La morte di Mattia Corradini non resterà impunita. Il mistero sul pirata della strada che, nel tardo pomeriggio di venerdì, ha travolto e ucciso il quattordicenne di Pavana, ha iniziato a dissolversi ieri con l'arresto di Livio Nativi, operaio di 46 anni residente nella stessa frazione di Sambuca. I carabinieri della Compagnia di Vergato lo avevano identificato già durante la notte. Dopo le ricerche incessanti della notte, aiutate anche dall'osservazione dei filmati di alcune telecamere poste lungo la statale Porrettana a Ponte alla Venturina, i militari del nucleo radiomobile di Porretta hanno trovato un'auto Fiat Punto nera che presentava nella parte anteriore segni compatibili con l'impatto con l'Apecar guidata da Mattia. L'auto era parcheggiata in una via periferica di Porretta ed è stata notata da una pattuglia dei carabinieri nel corso delle ricerche avviate dopo il terribile impatto avvenuto a Granaglione. Gli accertamenti sulla proprietà dell'auto hanno consentito di risalire a Livio Nativi, che è stato rintracciato nella sua abitazione di Pavana. La presenza del veicolo era stata segnalata anche alla centrale operativa 112 da alcuni residenti che, colpiti dalla notizia della tragedia che ha così colpito due famiglie conosciutissime in zona come quelle Corradini e Mellini (il cognome della mamma di Mattia), hanno voluto collaborare con le forze dell'ordine alla ricerca del responsabile. E quell'auto così ammaccata destava subito dei sospetti. L'operaio, di origine brindisina, è stato arrestato e condotto nel carcere di Bologna. La sua posizione è al vaglio della magistratura con l'accusa di omicidio colposo a seguito di omissione di soccorso in occasione di incidente stradale mortale. A suo carico pesano le tracce e i frammenti rinvenuti sul luogo dell'incidente, sui quali sono in corso accertamenti tecnici per attestarne la compatibilità con i danni presenti sull'auto, sequestrata e messa a disposizione del magistrato. Venerdì pomeriggio intorno alle 17,15, Mattia Corradini stava tornando nella sua abitazione di Case Gori a Pavana, ma prima doveva fermarsi al negozio di tappezzeria della mamma e alla ditta Agrigarden del padre a Casa Ciabatta, nei pressi di Granaglione. Le ditte distano l'un l'altro appena qualche decina di metri. Ha messo la freccia per svoltare e parcheggiare l'Ape 50, ha aspettato che sull'altra corsia transitasse una macchina dalla direzione opposta, ma è stato violentemente tamponato dalla Fiat Punto condotta da Nativi. Il fragile motociclo è stato proiettato to sull'auto Bmw che arrivava dalla direzione opposta. Il corpo di Mattia è rimasto incastrato nell'abitacolo dell'Ape e per liberarlo sono intervenuti i vigili del fuoco di Gaggio Montano, amici del padre Fabio, anch'egli pompiere volontario a Gaggio. Sono accorsi subito anche i genitori e i parenti (il nonno di Mattia abita sopra il laboratorio di materassi della mamma) e poi l'ambulanza del 118 di Porretta. Ma, nonostante i lunghi tentativi per rianimare il ragazzo, non c'è stato niente da fare. Mattia è morto sotto gli occhi del babbo e della mamma.
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