Italia
Stipendi e mancanza di confronto: la difesa del direttore generale
«Regole rispettate»
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Alessandro Scarafuggi direttore generale dellAsl 3 Scarafuggi replica all'intersindacale medica
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PISTOIA. L'azienda Usl ha sempre rispettato le regole nel corrispondere gli stipendi a dirigenti medici e veterinari e si è sempre dimostrata disponibile al confronto e al sistema delle relazioni. Così risponde il direttore generale dell'Asl 3, Alessandro Scarafuggi, alla dura lettera dell'intersindacale medica, pubblicata sul Tirreno il giorno dell'Epifania. Riguardo agli stipendi, Scarafuggi precisa che tutte le voci degli istituti contrattuali sono state pagate. «Le rivendicazioni poste in essere dalle organizzazioni sindacali - continua - attengono a criteri di calcolo dei fondi contrattuali riferite anche ad anni precedenti, con una proiezione ultra decennale». Inoltre, sulle relazioni il direttore generale aggiunge che «le organizzazioni sindacali mediche dimenticano, forse, gli incontri e i cosiddetti tavoli tecnici effettuati solo nell'ultimo anno (n. 12 incontri convocati nel periodo dal 27 gennaio al 29 dicembre 2010). In tali verifiche, da parte aziendale, non sono state riscontrate irregolarità o errori di calcolo sulla consistenza finanziaria dei fondi, come invece rivendicato». L'azienda, prosegue Scarafuggi, «ha ritenuto di avere condotto in questi ultimi anni, una politica di espansione e rafforzamento dei servizi assistenziali, attraverso l'assunzione e la stabilizzazione di professionalità mediche, l'acquisizione di nuove tecnologie e nuovi spazi di lavoro, nel rispetto degli indirizzi della Regione. Nel contempo, sono stati avviati processi e metodi basati su criteri di merito e lavoro per obiettivi, che hanno comportato nel corso dell'ultimi esercizi la contrattualizzazione di tutti gli incarichi dirigenziali con l'assegnazione di specifici obiettivi e la valorizzazione di diverse professioni mediche con l'attribuzione di nuovi incarichi professionali e di direzione di strutture». Ingiusto, dunque, secondo Scarafuggi, il riferimento al mancato riconoscimento della qualità professionale dei medici: «Il tono del documento dei sindacati, nonostante tutti gli sforzi condotti con i continui confronti, ci lascia l'amarezza nel rilevare, ancora una volta, una pretesa conflittualità che travalica anche i contenuti della possibile evoluzione sul piano giudiziario cui non possiamo sottrarci. Da parte nostra continueremo nel tentativo di instaurare una relazione costruttiva, nell'intento di difendere e consolidare il patrimonio di una azienda pubblica che ha mantenuto una politica occupazionale nella provincia e ha garantito servizi assistenziali conformi alle altre aziende sanitarie toscane».
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