Il Tirreno

Pistoia

Piacciono i nuovi shopper bio

Marta Quilici
Piacciono i nuovi shopper bio

Ambientalisti e risparmiatori, ecco il ritratto dei clienti dei supermercati

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Chi se lo porta da casa, chi se l'è comprato con le rotelle, chi preferisce quello di stoffa, chi utilizza quello biodegradabile usa e getta. Tutti, comunque, dal primo gennaio hanno dovuto dire addio a quello di plastica.  Si tratta delle borse per la spesa che, dopo la messa al bando degli shopper di plastica, si stanno moltiplicando nelle forme, nei colori e nei materiali. I supermercati pistoiesi si sono presto adeguati alla nuova normativa, promuovendo campagne di sensibilizzazione (all'Esselunga, ad esempio, davanti alle casse ci sono stands con i sacchetti in bella mostra) e introducendo già da tempo i sacchetti biodegradabili e le buste riutilizzabili di vari materiali.  La prima è stata la Coop che, già un anno fa, aveva sostitutito gli shopper di plastica con quelli bio: «Per i nostri clienti - spiega il direttore Fabio Poli - la fase di rodaggio è già passata. Offriamo shopper bio e altri 6 tipi di borse riutilizzabili di vari materiali e forme che vanno da 1 a 3,5 euro».  «Conad - spiega il direttore Massimiliano Merildi - li ha introdotti un anno fa in parallelo con quelli di plastica. Adesso li abbiamo sostitutiti».  In realtà sia all'Esselunga che al Conad ci sono ancora alcuni sacchi di plastica che vengono ceduti gratuitamente fino ad esaurimento scorte. Il brusco cambiamento non c'è dunque stato: nonostante la media italiana di circa 400 sacchetti di plastica consumati a testa ogni anno (dati Wwf), i pistoiesi si sono presto abituati ai nuovi materiali. Non mancano, comunque, le opposizioni, tra cui la più gettonata riguarda la resistenza dei sacchetti: «Quelli bio si rompono e puzzano», sentenzia Melissa Petrucciani. «Io sono d'accordo sul principio e li utilizzo sempre - spiega Lucia Falzarano -, l'unico problema è che sono un po' mosci, poco resistenti».  Il passaggio graduale dalla plastica usa e getta agli altri materiali ha permesso ai consumatori di individuare, con il tempo,la tipologia di sacchetto preferita e varie stradegie confacenti alle proprie esigenze: «Io utilizzo le borsine di stoffa: le tengo sempre in macchina così evito di dimenticarmele a casa - spiega Elisabetta Fedi -. Ormai è molto tempo che le utilizzo perché condivido l'impegno per la riduzione dei rifiuti». La signora Giuliana Caggiati invece, utilizza una speciale borsa con le ruote: «Io utilizzo sempre questa borsa - spiega - e, se la spesa è consistente, mi porto da casa anche altri sacchetti di stoffa: mi trovo proprio bene». «Io ho comprato le borse di stoffa - spiega Ranuncola Innocenti - e adesso uso sempre quelle. Ci sarebbero, comunque, anche altri campi in cui ridurre i rifiuti: nelle confezioni ad esempio».  In molti sposano la causa ambientalista, ma c'è anche chi si impegna a ridurre i rifuti con l'obiettivo prioritario di risparmiare: «È da tanto che mi porto i sacchetti per la spesa da casa - spiega Stefano Passi -: così risparmio i 5 centesimi dello shopper, oltre a salvaguardare l'ambiente. Anche l'acqua ho smesso di comprarla: vado a prenderla alla fontanella di Sant'Agostino. E faccio anche la raccolta differenziata». «Io mi adeguo alla novità - spiega Alberto di Gianpalma - anche se la questione non mi interessa molto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa