Gioco
Iniziativa per salvare il volontariato
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Oreste Giurlani Dall'Uncem l'idea di un tavolo per la montagna insieme al Cesvot
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S.MARCELLO. Il volontariato non è solo l'erogazione del 5 per mille, ma molto di più. Ne è convinto Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana, che dopo aver incontrato rappresentanti di Cesvot, ha lanciato l'idea di costituire un "tavolo per la montagna" che abbia come punto di riferimento il volontariato, come strumento per contribuire dal basso alla creazione di uno "stato sociale di comunità". Cresce il disagio e allo stesso tempo il benessere comune diventa un bene raro e in mano a pochi; dichiarata fallimentare la politica assistenzialista, emerge la necessità di affiancare all'intervento dello Stato, sempre più carente, un'azione collettiva, responsabile e solidale, intrapresa dai singoli cittadini e dalle associazioni. «Il bene comune - afferma Giurlani- non è solo prerogativa dello Stato, ma può essere attuato dalla società civile, tramite una profonda modificazione di atteggiamenti e valori, diffondendo e promuovendo una cultura della responsabilità, un nuovo modello di sussidiarietà, quello dell'inclusione». Una forza collettiva che si autorganizza per migliorare il benessere di un società ma che non può e non deve sostituirsi all'intervento pubblico: gli enti locali si assumono anzi il compito di coordinare queste realtà locali, tentando di sviluppare nuovi processi di condivisione, un dialogo costruttivo con la città e il Terzo settore. Anche il volontariato diventa un soggetto strategico nella costruzione di questo inedito "stato sociale di comunità", quando è capace non di erogare servizi ma di migliorare la qualità della vita delle famiglie; quando, nell'era dell'individualismo e della competitività spietata, riesce a costruire percorsi di socializzazione, di integrazione e insegna, attraverso gesti gratuiti di solidarietà a fidarsi e prendersi cura dell'altro, ponendosi come intermediario tra istituzioni e collettività, all'insegna di un principio di responsabilità sociale partecipata. Purtroppo questo cosiddetto Terzo settore non sempre viene preso nella giusta considerazione, come è accaduto in occasione della cancellazione di 5 per mille (poi in parte ripristinato) e che ad ottobre dello scorso anno ha portato alla predisposizione di un disegno di legge che ha rischiato di stravolgere la legge 266/)91 sottraendo risorse alle loro attività e introducendo una incomprensibile divisione tra il volontariato "di montagna" e il resto. «Una iniziativa assurda - dice Giurlani - diretta a penalizzare il volontariato di montagna con interventi che potrebbero minare la base stessa del principio del volontariato che rappresenta, invece, un punto di forza per sostenere la vita in montagna, dal welfare alla protezione civile, dall'assistenza medica agli aiuti alle persone anziane».
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