Sicurezza
SINDACATO NEL MIRINO
Sta crescendo una falsa cooperazione
Legacoop Confcooperative
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Medici al lavoro nelle sale chirurgiche del Ceppo 2 MINUTI DI LETTURA
Uniamo la nostra voce a quella di tutti coloro che in questi giorni hanno espresso solidarietà alla Cgil ed alla sua dirigente minacciata. Il cono d'ombra dalla riservatezza che ha giustamente protetto le indagini ci ha messo a conoscenza del fatto solo quando rivelato dalla stampa e la nostra solidarietà è accompagnata da un dolore particolare, da una rabbia morale tutta nostra nel vedere, purtroppo, il termine "cooperazione" legato ad un episodio criminoso. Colpisce e fa riflettere leggere o ascoltare, riferite ad una cooperativa, parole come "titolare" o addirittura "padrone" perché la missione che la legge e l'etica affidano all' impresa cooperativa si basa intanto sui soci e poi sugli amministratori; un presidente di cooperativa non dovrebbe mai essere percepito come il "padrone" o il "titolare": quando avviene noi rappresentanti di questo mondo, prima di altri, dobbiamo tenere le antenne ben alzate per leggere la situazione. Le nostre organizzazioni associano solo una parte delle cooperative; abbiamo aziende eccellenti, all'avanguardia nei loro ambiti di specializzazione ed esemplari quanto a "governance": democrazia e mutualismo interno; ne abbiamo di più fragili che si misurano con le difficoltà avendo però come bussola la correttezza e la missione;con tutte lavoriamo per poter crescere e migliorare ed alle "ultime" cerchiamo di dar sponda per fare passi in avanti; nell'orgia della deregolazione, però, occorre sapere che cresce una cooperazione definita "spuria" ma che sarebbe meglio chiamare "falsa"; la Cgil, tutti i sindacati sanno che noi associazioni, quella cooperazione, la vediamo come fumo negli occhi perché concorre slealmente, verso i soci ed i lavoratori il rispetto per le regole contrattuali e giuslavoristiche, se va bene, è un "optional", trova spazi anche in territori insoliti perché la logica della "coperta corta", negli appalti pubblici di beni e ancor più di servizi, concede larghi varchi per tale penetrazione e la conseguente deregolazione viene pagata prima di tutto dai lavoratori e dalle imprese che intendono agire nel rispetto delle regole. Il nostro impegno è teso a promuovere buon lavoro e rispetto delle regole; cerchiamo di offrire più qualità, ma gli strumenti per obbligare ad usarla chi voglia servirsi di cattiva o falsa cooperazione, non sono nelle nostre mani. Perciò sentiamo di dover andare oltre la sola condanna e solidarietà rispetto all'episodio della Cgil, essendo disponibili, con i sindacati e con tutte le rappresentanze che vorranno farlo, al rispetto del patto delle regole tra impresa e lavoratori che si difende meglio combattendo tutti assieme fenomeni degenerativi inquietanti che stanno espandendosi in campi di attività assai più vasti della pur importante realtà dell'impresa cooperativa.
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