Sicurezza
Rottura totale tra medici e Asl
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Sopra da sinistra Scarafuggi e Simonetti Muro della direzione sulle risorse destinate alla qualità professionale
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PISTOIA. Adesso, la rottura tra l'Intersindacale medica della Asl 3 e l'azienda sanitaria, è assoluta. Dopo l'ultimo incontro prima della fine dell'anno, i margini di trattativa sono pari a zero, con poche possibilità di riapertura sul contenzioso avviato da oltre un anno sulla determinazione delle risorse destinate al riconoscimento della qualità professionale dei medici dipendenti dell'azienda sanitaria pistoiese. In ballo non c'è solo una questione economica - che tocca solo i professionisti - bensì la qualità dei servizi sanitari che interessano tutti i cittadini. I sindacati parlato di chiusura totale del direttore generale Alessandro Scarafuggi. A dire il vero i rapporti sono sempre stati difficili, al punto che i medici, per avere tutta una serie di dati, sono stati costretti a ricorrere a una diffida. E proprio l'esame di questi dati, documentano, secondo l'Intersindacale, «una totale assenza di politiche di valorizzazione delle competenze dei professionisti medici», che è l'elemento imprescindibile per perseguire il miglioramento della qualità dei servizi. Le risorse economiche dovute, accusano i medici, pari a diversi milioni di euro, sono state negli anni destinate ad altri scopi, peraltro non noti. Le scelte della direzione aziendale, dicono ancora, hanno prodotto risultati inaccettabili come il più pesante sottodimensionamento di queste risorse in ambito regionale (-15% tendenziale sulla media regionale) che contrasta con i valori di altre aziende sanitarie vicine come Prato, Empoli e Firenze e che è aggravato dall'assenza di qualunque piano di sviluppo professionale. «Sconcertante - dicono i sindacati dei medici - il confronto con la Asl di Massa dove lo stesso dottor Scarafuggi, ha destinato risorse per valori anche del 40% superiori rispetto a quelli utilizzati nella Asl pistoiese. Incomprensibile questa politica dei due pesi e due misure che, comunque, inasprisce le tensioni già presenti fra medici e direzione aziendale». Una difformità che i dirigenti non hanno nemmeno cercato di giustificare. Nei mesi scorsi il clima conflittuale ed il pessimo stato delle relazioni sindacali, hanno portato ad iniziative senza precedenti in Toscana come le denunce di profondo disagio espresse sia nella lettera sottoscritta da circa trecento medici e consegnata personalmente dall'Intersindacale medica all'assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia. Una lettera inviata anche a tutti i sindaci e al prefetto alla quale, peraltro, nessuno ha ancora risposto. La posizione di chiusura nei confronti delle proposte sindacali, ha costretto trecentotrenta medici della Asl 3 ad avviare un contenzioso legale nei confronti della direzione «per vedersi garantito il riconoscimento di un diritto che, al di là di ogni valenza individuale, contribuisce significativamente al miglioramento della qualità dell'assistenza. Per suo conto l'Intersindacale ha dato mandato ai propri legali per esaminare il sussistere da parte aziendale di comportamenti non rispettosi delle prerogative di rappresentanza al fine di procedere nel merito». Secondo i medici, siamo di fronte ad una scelta politica precisa: «Non si è creduto - accusano i sindacalisti - nella professionalità dei medici pistoiesi, si sono fatte scelte di basso profilo, forse in omaggio alla centralità di Careggi». Ma siamo anche di fronte, sostiene qualche medico, ad una sorta di "politica di trascinamento" iniziata con Contini che vede nel direttore amministrativo Simonetti, l'elemento di continuità con Scarafuggi. Ma il problema sono anche i sindaci. «La classe dirigente pistoiese - dicono i medici - ha spinto pochissimo, a differenza di Empoli. È strano, inoltre, che due sindaci che sono anche medici (Bellandi e Berti, ndr), si defilino in questo modo».
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