Il Tirreno

Pistoia

Finanza, parrucchieri nel mirino

Tiziana Gori
Parrucchiera al lavoro all’interno del suo negozio (foto d’archivio)
◗
Parrucchiera al lavoro all’interno del suo negozio (foto d’archivio)

Agenti in borghese fuori dai negozi per controllare le ricevute dei clienti

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. La parrucchiera in questione ha ricevuto tre visite della Finanza e una dell'Agenzia delle Entrate nel 2010. Alle associazioni di categoria non risultano altri casi simili, ma la stessa Guardia di Finanza ammette che i controlli si sono intensificati nel corso degli ultimi due anni. L'obbiettivo: limitare al massimo il fenomeno dell'evasione. Scovare e sanzionare parrucchiere e barbieri sorpresi a non rilasciare le ricevute di legge ai clienti. Anche con il rischio, com'è successo due giorni fa alla cliente di una parrucchiera del centro, di far prendere un bello spavento al malcapitato di turno.  «Ero appena uscita dal negozio - racconta la giovane donna - e mentre stavo per salire in macchina ho visto due uomini dirigersi velocemente verso di me. D'istinto ho pensato ad una rapina, gli ho chiesto cosa volevano e uno di loro mi ha mostrato un tesserino, dicendomi che erano finanzieri».  Agenti in borghese, quindi. Ma la donna si è rasserenata solo per pochi secondi. «Mi hanno chiesto la ricevuta e in quel momento mi sono ricordata che, in un attimo di distrazione, l'avevo lasciata sul bancone della parrucchiera. Avevo lo scontrino del bancomat, ma non l'hanno voluto vedere. Mi hanno domandato cosa mi ero fatta e quanto avevo speso, poi si sono diretti dentro al negozio, chiedendomi di seguirli».  La ricevuta era sempre lì, sul bancone, con l'importo che la cliente aveva dichiarato di aver pagato.  Il maggiore Galletta, comandante del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, ricorda che i controlli delle Fiamme gialle sono più serrati da un paio d'anni e che le multe per gli artigiani scoperti a non rilasciare l'apposita ricevuta fiscale sono molto salate. «L'obbiettivo - spiega - è quello di limitare il fenomeno dell'evasione fiscale, e in questo ambito seguiamo le precise direttive del ministero».  Non si fa attendere la replica delle associazioni di categoria. Sia Cna che Confartigianato stigmatizzano l'eccesso di controlli.  «Il vero problema - commenta Andrea Bargiacchi, responsabile del settore benessere Cna - è l'abusivismo in cui operano centinaia di parrucchiere ed estetiste. Un fenomeno difficile da quantificare e da portare alla luce, ma che sta mettendo in crisi i due settori».  A fronte di 600 attività di parrucchiera e 250 negozi di estetista presenti in provincia, ce n'è perlomeno un ulteriore 30-40% che esercita la professione abusivamente.  «In casa, a minor costo, praticando - ricorda Stefano Bigagli, responsabile settore benessere della Confartigianato - una concorrenza sleale che mette al tappeto le lavoratrici in regola». Nel marzo del 2010 la Cna ha messo a disposizione un numero verde (800585138) contro la concorrenza sleale. «Abbiamo ricevuto diverse telefonate - afferma Bargiacchi - tutte smistate agli organi preposti al controllo per le verifiche del caso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web