Sicurezza
Comune unico, si passi ai fatti
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Il consigliere comunale Claudio Arcangeli Per Arcangeli è l'unica possibilità per lo sviluppo
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SAN MARCELLO. Dopo il grigiore degli anni passati, il 2010 si è chiuso con uno spiraglio di speranza per il futuro della nostra montagna, sostiene Claudio Arcangeli. Il consigliere dell'Udc si riferisce all'ipotesi del comune unico sul quale, alla fine dell'anno, si sono incentrate le attenzioni di responsabili politici ed istituzionali, «anche se - è il suo giudizio -, troppo spesso con interventi generici e tesi, quasi esclusivamente, a focalizzare gli incentivi che dovrebbero provenire da Stato e Regione, a compenso dei tagli delle finanziarie, come se quest'ultimi fossero l'unico "male" della montagna ed i temporanei incentivi il vaccino contro la malattia». Secondo Arcangeli, l'aspetto economico è sicuramente importante ma, altri e diversi sono i problemi della montagna ed il comune unico, sciolte le riserve che deriveranno dagli approfondimenti, dagli studi e dalle valutazioni che seguiranno, «deve essere prospettato anche perché è una delle poche possibilità che la montagna ha per migliorare la sua posizione all'interno dello scacchiere politico provinciale e regionale, è un'occasione per rendere più snelli, efficaci ed efficienti gli apparati burocratici, è un'occasione per orientare l'amministrazione verso obbiettivi strategicamente qualificanti e coerenti con tutto il territorio, per uscire dagli schemi consolidati, ormai vecchi e desueti e per snellire e rinnovare la classe ed il modo di far politica, può essere l'occasione per dimostrare, alla piana, cosa e quanto vale il "sistema montagna", da troppo tempo entrato nel dimenticatoio». «L'anno 2011 quindi, oltre ad augurarsi che sia per tutti pieno di felicità - prosegue il consigliere comunale dell'Udc -, spero sia un anno importante anche per questo e, con la speranza di non leggere nuovamente sui giornali quell'insulso nomignolo, chi lo ha perfezionato, chi per primo ha avuto l'idea o chi l'ha rilanciata; con la speranza di non leggere più i teorici accorpamenti ed i fantasiosi distacchi di comuni e frazioni, mi attendo che, quanto prima, le amministrazioni che hanno manifestato interesse alla nuova istituzione dimostrino, con politiche adeguate e con azioni concrete, la volontà di raggiungere questo obbiettivo mentre, agli scettici ed ai contrari chiedo che facciano conoscere le speranze e le alternative su cui potrà contare la montagna nei prossimi 5/10 anni, per uscire dal declino in cui versa perché, non è pensabile, anche se momentaneamente può apparire una soluzione conveniente, di poterne uscire temporeggiando e, ancor meno, sbandierando il protezionismo e l'identità di campanile».
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