Il Tirreno

Pistoia

VIA DI BIGIANO

Il "palazzo" si è dimenticato del nostro inferno

I residenti di via Bigiano
Il "palazzo" si è dimenticato del nostro inferno

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Non avremmo voluto disturbare il "palazzo" proprio mentre sta concentrando i suoi sforzi nello sbandierare i traguardi raggiunti, come dimostra l'opuscolo che l'amministrazione comunale ha inviato ai suoi cittadini: come si sa, il Potere, di ogni colore e di ogni livello, dispone di molti strumenti per convincere la gente di aver lavorato a creare "il migliore dei mondi possibili".  Ma proprio vedendo l'opuscolo "Pistoia diventa grande", così pieno di scelte strategiche raggiunte o quanto meno programmate, tanto traboccante di autocelebrazione e così parco nell'ammissione di ritardi ed errori, abbiamo avvertito un certo moto di insofferenza verso l'abitudine della nostra politica (non fa differenza se di maggioranza o di opposizione), che rivela chiaramente lo scopo di mediare gli interessi in gioco piuttosto che di privilegiare senza tentennamenti l'utile collettivo.  Ci sono tornati alla mente i discorsi, più volte risuonati nei comizi elettorali e in consiglio comunale, a proposito del corretto sviluppo urbanistico della città, della razionalizzazione del traffico, della qualità della vita, della tutela della salute, e li abbiamo confrontati con alcuni dei nodi colpevolmente irrisolti del nostro tessuto urbano, in particolare con quello che ci riguarda da vicino, la condizione di via Bigiano.  Via Bigiano rappresenta l'unico, misero collettore in cui si riversa il traffico che, attraverso la tangenziale non ultimata, dai quadranti occidentale e settentrionale è diretto verso nord-est e uno dei due (l'altro è viale Italia) in cui si riversa il traffico diretto ad est e in centro città. Ne consegue che la coda di auto che si allunga dallo stop di via Antonelli per tutta la strada (e spesso oltre) non riesce a diluirsi mai e dura praticamente dalle prime luci del giorno a sera inoltrata. Non c'è automobilista pistoiese che non si sia ricordato del sindaco durante uno degli infiniti "stop and go" di via Bigiano.  Per non parlare, ovviamente, della condizione di precarietà dei pedoni e dei ciclisti, dell'impossibilità dei residenti di scendere il fatidico scalino di casa senza rischiare la pelle, e dell'inquinamento dell'aria: viene da chiedersi come mai la questione dell'amianto alla Breda suscita, e giustamente, tanto scalpore, mentre le condizioni invivibili che si creano qui, soprattutto per i bambini, sembrano lasciare tutti indifferenti.  Non ci resta che invitare il sindaco a casa nostra per una settimana, vitto e alloggio gratis: così forse, se sopravvive, comincerà a vergognarsi di aver tollerato il protrarsi di una situazione come questa, di non aver cercato sul serio una soluzione tampone, in attesa che l'anello della tangenziale venga terminato.

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