Il Tirreno

Pistoia

Esposto in procura degli ex ispettori contro l'azienda

Tiziana Gori
Esposto in procura degli ex ispettori contro l'azienda

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PISTOIA. Non ci stanno a sentirsi attribuire la responsabilità totale del cattivo andamento di Publicontrolli, la compartecipata di Comune e Provincia che, a Pistoia, gestisce 80.000 impianti termici. Dopo aver firmato il 25 ottobre una lettera di diffida all'azienda (chiedendo l'annullamento della gara con il quale è stata assegnata alla Soleluna Snc di Marco e Michela Andreini la gestione del servizio di verifica delle caldaie, nonché il reintegro sul posto di lavoro), i cinque ispettori licenziati a giugno dalla Spa hanno presentato, il 20 dicembre, un esposto. Destinatari, la Procura, l'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, l'Enea e l'Arpat, gli enti che a livello nazionale e regionale controllano il settore.  Diverse le richieste formulate, e su cui si chiede l'intervento delle autorità preposte. Tra queste, se Publicontrolli, nella persona del presidente Riccardo Bartoli e del direttore tecnico Alessandro Grassini abbia o meno le competenze e i requisiti tecnico-professionali richiesti dalla legge. Inoltre, se siano qualificati i dipendenti amministrativi che esaminano i documenti degli impianti verificati. E infine se sia legittimo il bando di concorso che ha assegnato la gestione delle verifiche a Soleluna, e se la stessa abbia i requisiti tecnico-professionali previsti dalla legge.  La convinzione degli ispettori - che per la prima volta si sono rivolti alla stampa per far conoscere la loro posizione - è di essere i "capri espiatori" di una pessima organizzazione aziendale.  Raccogliamo la testimonianza di uno di loro, che parla a nome del gruppo. «Abbiamo fatto presente all'azienda, con diverse lettere, la difficile gestione delle visite, che si riducevano ad una telefonata senza alcuna concertazione con l'utente da parte del direttore tecnico sul giorno di controllo: "Pronto, qui è Publicontrolli, il giorno tale lei riceverà la visita di un nostro ispettore". Personalmente, nel 2009, ho visitato 2.303 utenze, eseguendo 357 ispezioni».  Un numero non proprio esaltante. «Lo spiega - dice l'ispettore, mostrandoci un documento allegato al bilancio 2009 di Publicontrolli, e firmato dall'ex presidente Renzo Giusti - la stessa azienda. Giusti ammette che nel 2009 sono state inviate da Publicontrolli circa 3.000 lettere ad utenti che si erano già autocertificati. In media, più di 6 visite su 10 andavano a vuoto: l'utente era già in regola, gli utenti non venivano rintracciati, le lettere erano rispedite al mittente o il destinatario era assente».  E qui veniamo al nocciolo della questione. La cattiva organizzazione del lavoro è, secondo gli ispettori licenziati, causata dalla mancanza dei requisiti professionali richiesti da parte di alcuni dipendenti di Publicontrolli. Ma non certo da loro. L'esposto inviato alla Procura, ad Enea e Arpat vuole proprio sciogliere questo nodo. «Di pessima gestione - continua l'ex ispettore - hanno parlato sia l'ex presidente sia tre commissioni di vigilanza del Comune di Pistoia. Poi, però, il fardello della colpa è ricaduto esclusivamente su noi ispettori. Che avevamo manifestato il nostro disagio, chiesto interventi e dato anche la nostra disponibilità a lavorare il sabato, come sta facendo adesso Soleluna con gli ispettori esterni di cui si avvale».  Soleluna, facciamo notare, esegue un numero di verifiche molto più alte adesso, indipendentemente dal sabato.  «Premesso che nel regolamento del Comune è specificato che la gestione delle caldaie deve essere eseguita da Publicontrolli o dall'ente ma non può essere esternalizzata, Soleluna si avvale - lo dice la visura camerale della Snc - esclusivamente di tecnici esterni, pagati un tanto a verifica. Più ne vengono fatte, più riscuotono. E, a differenza di quanto avveniva in Publicontrolli, adesso risulta che ci siano perlomeno tre persone addette a fissare gli appuntamenti».  «In Publicontrolli sono rimasti quattro dipendenti. L'azienda non effettua più le verifiche ma - afferma l'ex ispettore - deve occuparsi degli accertamenti documentali. Una volta che il manutentore scrive in un documento la propria valutazione su un impianto, l'accertatore documentale deve verificare se quell'impianto sia una potenziale bomba atomica o se l'ispezione possa essere programmata con calma perché non vi sono pericoli. Ci sono dei requisiti previsti dalla legge, e non risulta che chi se ne occupa adesso ne sia in possesso».  E quindi la verifica da parte delle autorità preposte è diventata un'altra richiesta dell'esposto.

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di Redazione web