Italia
INTERVENTO
La spesa è stata troppo orientata sulle grandi opere
Roberto Bartoli consigliere comunale Pd
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La fine dell'anno è sempre un momento di bilanci ampi e complessivi. Uno dei bilanci da fare sul piano politico locale può essere così sintetizzato: ha ancora senso perseguire quelle priorità che si sono perseguite negli ultimi dieci anni? Dieci anni fa si disse che la nostra città si trovava in condizioni arretrate soprattutto sul piano strutturale. Da qui consistenti investimenti che hanno permesso di costruire rotonde e sottopassi. Non c'è dubbio che si è trattato di un'operazione politica importante. Tuttavia oggi si impongono due riflessioni. Da un lato, risulta sotto gli occhi di tutti come si sia spinto in termini eccessivi su questo fronte, trascurando completamente altre esigenze di enorme importanza. La vicenda della inaugurazione del sottopasso della stazione con contestuale abbandono dei cittadini sotto una neve preannunciata è l'esempio eclatante di come la spesa sia stata troppo orientata verso le grandi opere, dimenticandosi di finanziare manutenzione e servizi per fronteggiare emergenze che si devono considerare le priorità assolute di ogni politica locale. Dall'altro lato, una politica di investimenti poteva avere un senso in presenza di una economia in crescita, ma oggi che le casse comunali sono già fortemente indebitate, non è forse più opportuno concentrarsi sul recupero e la manutenzione, sul riassetto complessivo dei servizi e sull'organizzazione di quella società che dà vita alle strade e ai muri che si edificano? Edificare opere pubbliche è politicamente agevole: fanno comodo ai politici che le inaugurano e agli individualismi che ne beneficiano. Al contrario, costruire la città, i servizi e le sue iniziative (servizi ai malati e agli anziani, servizi per l'infanzia e gli adolescenti, trasporto pubblico, cultura), come anche adoprarsi per la sua umile manutenzione è difficile, perché è attività poco appariscente e faticosa, che porta a confrontarsi con la società reale, le sue contraddizioni, i suoi egoismi, a scovare le iniziative fertili e a contrastare interessi forti o rendite parassitarie. La realtà di oggi sembra dire che per i prossimi anni, pieni di appuntamenti elettorali molto importanti, ci sarà sempre meno bisogno di una frenesia edificatoria e sempre di più di una politica concentrata sul vivere e l'abitare, magari in una prospettiva di comunità e condivisione.
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