Attenzione
«All'Aias è in corso una epurazione»
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A fianco Federica Fratoni Sotto Renzo Berti Il sindaco e la presidente della Provincia contro la decisione dell'associazione nazionale
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PISTOIA. Aias sempre più nella bufera. La decisione dell'associazione nazionale di espellere Luigi Bardelli e l'intero consiglio direttivo uscente, ha colpito la città. Ed ha colpito soprattutto la motivazione: Bardelli e l'intero consiglio, avrebbero dato dell'Aias nazionale una immagine distorta e denigratoria, "il tutto anche a mezzo stampa". Insomma, il presidente Lo Trovato, dopo che il commissario ha cancellato di fatto l'intera compagine sociale, nega addirittura il diritto pubblico di difesa. Adesso anche le istituzioni pistoiesi hanno rotto gli indugi e sono scese in campo. Il sindaco Renzo Berti e la presidente della Provincia, Federica Fratoni non hanno dubbi: la vicenda dell'Aias ha assunto i connotati dell'epurazione. Il giudizio arriva in seguito alla notizia dell'espulsione di Luigi Bardelli e dell'ex consiglio direttivo decisa dall'Aias nazionale. «In questi mesi - spiega il sindaco Berti -, da quando è esplosa la vicenda dell'Aias abbiamo tenuto toni bassi, nell'auspicio che il contenzioso potesse trovare una composizione al di fuori delle aule dei tribunali; ci siamo anche adoperati al fine di agevolare questo tentativo, allestendo un apposito tavolo». Per questo Berti si dice «amareggiato e sorpreso per il fatto di non essere stata rappresentata nelle ricordate circostanze ed, ancor più, nel merito, perché fa assumere a tutta la vicenda i connotati dell'epurazione». Insomma, riflette il sindaco, un conto è se si tratta di fare una verifica su presunte irregolarità delle iscrizioni all'associazione, alla luce di quanto disposto da statuto locale e nazionale, altra cosa invece se, in nome di chissà quale grave misfatto, si pretende di azzerare l'esperienza pistoiese, per calare dall'alto, con logiche che non si comprendono ma, comunque, estranee alla nostra città, i nuovi assetti. «Avevamo concordato un nuovo appuntamento a inizio gennaio - svela Berti -, per tentare di verificare ancora gli spazi per una difficile conciliazione. A questo punto ci pare che il medesimo abbia ancora un senso soltanto qualora l'Aias nazionale sia disponibile a revocare il provvedimento di espulsione, accantonando così ogni logica epurativa». Sulla stessa linea anche la presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni: «L'amarezza è grande - commenta - da un lato perché la nostra volontà di non alzare i toni in una vicenda delicata come questa e l'impegno che abbiamo messo in campo, per capire e per cercare una possibile conciliazione, sono stati vanificati a monte, con una decisione assunta già tempo prima e mai dichiarata durante i nostri incontri». Anche Fratoni esprime la propria perplessità, «soprattutto in considerazione del fatto che le lettere di espulsione sono state predisposte e inviate dall'Aias nazionale nello stesso momento in cui le istituzioni, su richiesta dello stesso commissario, hanno avviato un tavolo di mediazione. Dall'altro perché, con logiche che ci sembrano incomprensibili e di totale epurazione, si pretende di annullare una realtà storica, che da quarant' anni opera nel contesto sociale pistoiese, per la cura delle persone disabili e per garantire a loro, ed alle loro famiglie, il diritto ad una vita normale, serena e integrata nel contesto sociale». Un atto di espulsione, che azzera l'intera base sociale dell'associazione su presunte irregolarità di un assemblea, dice la presidente, appare una reazione sproporzionata da parte dell'Aias nazionale, lontana dall'intenzione di una verifica e orientata, invece, ad imporre dall'alto nuovi assetti». Intanto si attende la convocazione delle parti da parte del giudice per trovare un percorso condiviso per le nuove elezioni che dovrebbero riportare l'Aias alla normalità dopo il commissariamento.
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