Sicurezza
Decapitata l'Aias pistoiese
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Luigi Bardelli, alla guida dell’Aias pistoiese3 MINUTI DI LETTURA
Espulsi dall'Aias nazionale Luigi Bardelli e gli altri quattordici membri del consiglio direttivo della sezione pistoiese dell'associazione. Il clamoroso provvedimento è stato recapitato ieri mattina agli interessati, poche righe per motivare l'ennesimo colpo di scena della vicenda. «Il non ottemperare alle norme comportamentali - scrive a Bardelli il presidente nazionale Francesco Lo Trovato - o peggio, il non rispettare le delibere del Nazionale con l'aggravante anzi di ostacolarle con tutti i modi dando dell'Aias una immagine distorta e denigratoria, il tutto anche a mezzo stampa, non può esimere il consiglio nazionale dalla espulsione che, con la presente, le viene comminata e notificata».
Insomma, le colpe di Bardelli e degli altri 14 membri del consiglio direttivo, sono quelle di essersi opposti al commissariamento e di essere ripetutamente apparsi sui mass media. Da notare che il consiglio nazionale che ha deciso le espulsioni pistoiesi risale al 24 novembre, mentre le lettere di comunicazione risultano partite solo il 28 dicembre, oltre un mese dopo. Tra l'altro, mentre era in corso un tentativo di mediazione tra dirigenza pistoiese e commissario, attivato da Comune e Provincia. Immediata la replica di Bardelli.
«È un atto molto grave, una vera dichiarazione di guerra a tutta la città. D'altra parte lo avevano teorizzato che "bisognava distruggere l'Aias di Pistoia". È una decapitazione totale non solo dell'associazione ma della sua storia. A parte il sottoscritto, in questo modo vengono buttati fuori dall'Aias dei soci fondatori, dei genitori di bambini malati. Il prossimo passaggio sarà abolire anche la malattia dei loro figli?». Insomma, il 2010 si conclude all'insegna del muro contro muro: da una parte l'Aias nazionale e Giulio Francesco Bagnale, il commissario inviato a Pistoia per "normalizzare" la sezione ribelle; dall'altra l'attuale vertice dell'associazione pistoiese, che in questi mesi ha raccolto una vasta messe di dichiarazioni di appoggio e di sostegno da politici, amministratori e personalità cittadine.
Uno scontro, vale la pena ricordarlo, originatosi dopo l'assemblea dei soci del giugno 2009, che confermò Bardelli alla presidenza ed elesse l'attuale consiglio direttivo. Per 20 soci quell'elezione fu viziata da procedure antidemocratiche, che vennero descritte in un esposto. L'Aias nazionale accolse le loro ragioni e impose a Pistoia di ripetere le elezioni con un nuovo regolamento. Bardelli ribattè che occorreva modificare lo statuto. In mezzo a questa diatriba, il 23 aprile scorso, è arrivato il commissariamento. Bardelli e il consiglio direttivo ha provato ad opporsi in tribunale, perdendo il primo round e vedendosi l'appello trasferito per competenza a Roma. Intanto l'attività dell'Aias (che, ricordiamo, assiste duemila famiglie con disabili) va avanti in un clima di incertezza e tensione. Ora quest'ultimo colpo di scena. Gli avvocati sono di nuovo al lavoro, per vedere come impugnare il provvedimento di espulsione.
Insomma, le colpe di Bardelli e degli altri 14 membri del consiglio direttivo, sono quelle di essersi opposti al commissariamento e di essere ripetutamente apparsi sui mass media. Da notare che il consiglio nazionale che ha deciso le espulsioni pistoiesi risale al 24 novembre, mentre le lettere di comunicazione risultano partite solo il 28 dicembre, oltre un mese dopo. Tra l'altro, mentre era in corso un tentativo di mediazione tra dirigenza pistoiese e commissario, attivato da Comune e Provincia. Immediata la replica di Bardelli.
«È un atto molto grave, una vera dichiarazione di guerra a tutta la città. D'altra parte lo avevano teorizzato che "bisognava distruggere l'Aias di Pistoia". È una decapitazione totale non solo dell'associazione ma della sua storia. A parte il sottoscritto, in questo modo vengono buttati fuori dall'Aias dei soci fondatori, dei genitori di bambini malati. Il prossimo passaggio sarà abolire anche la malattia dei loro figli?». Insomma, il 2010 si conclude all'insegna del muro contro muro: da una parte l'Aias nazionale e Giulio Francesco Bagnale, il commissario inviato a Pistoia per "normalizzare" la sezione ribelle; dall'altra l'attuale vertice dell'associazione pistoiese, che in questi mesi ha raccolto una vasta messe di dichiarazioni di appoggio e di sostegno da politici, amministratori e personalità cittadine.
Uno scontro, vale la pena ricordarlo, originatosi dopo l'assemblea dei soci del giugno 2009, che confermò Bardelli alla presidenza ed elesse l'attuale consiglio direttivo. Per 20 soci quell'elezione fu viziata da procedure antidemocratiche, che vennero descritte in un esposto. L'Aias nazionale accolse le loro ragioni e impose a Pistoia di ripetere le elezioni con un nuovo regolamento. Bardelli ribattè che occorreva modificare lo statuto. In mezzo a questa diatriba, il 23 aprile scorso, è arrivato il commissariamento. Bardelli e il consiglio direttivo ha provato ad opporsi in tribunale, perdendo il primo round e vedendosi l'appello trasferito per competenza a Roma. Intanto l'attività dell'Aias (che, ricordiamo, assiste duemila famiglie con disabili) va avanti in un clima di incertezza e tensione. Ora quest'ultimo colpo di scena. Gli avvocati sono di nuovo al lavoro, per vedere come impugnare il provvedimento di espulsione.
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