La protesta
Mentre lassessore esclude qualunque tipo di abuso
«Sessanta centimetri d'acqua e nessuno è venuto ad aiutarci» Rialzamenti selvaggi sotto accusa
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QUARRATA. «Sessanta centimetri d'acqua e nessuno è venuto ad aiutarci»: questa la denuncia di una residente di via del Casone, a Barba. «In quest'area, tra via del Casone e via Bottaia - spiega la donna - non doveva essere costruito niente, e invece...». La questione "rialzamenti" è al centro della polemica cittadina. I lavori fatti in alcune aree avrebbero portato a un innalzamento del terreno tale da lasciare le case vicine in una sorta di buca, facile a cadere sott'acqua. «Dopo gli allagamenti del Natale 2009 - accusa Daniele Manetti, del Comitato di Olmi e Vignole - la Regione Toscana ha dato delle direttive specifiche: non si può costruire, rialzare terreni o comunque intervenire in quelle zone a rischio inondazione». La faccenda però non è chiara. Le critiche più feroci vengono da via di Mezzo, dove il rialzamento del terreno e i lavori in corso sarebbero, a detta di alcuni abitanti della zona, sotto gli occhi di tutti. «Faremo una richiesta formale in Comune per sapere con esattezza come funziona la cosa» annuncia Manetti. In arrivo quindi un'azione cittadina per sgombrare il campo dai dubbi. Da una parte infatti ci sono i residenti esasperati dai presunti abusi che aggraverebbero ancora di più una situazione già di per sè difficile, dall'altra la garanzia del rispetto della normativa data dal vicesindaco di Quarrata, Marco Mazzanti, durante l'assemblea di martedì scorso all'auditorium della Bcc di Vignole. Mentre alcuni dal pubblico chiedono a gran voce controlli più efficienti e assidui da parte delle autorità competenti sul territorio quarratino, senza dover ricorrere a una segnalazione cittadina non sempre facile da fare, Mazzanti spiega: «È stato fatto un intervento in via di Mezzo è vero, ma nel rispetto di tutte le normative vigenti». «Ho mandato il personale a controllare - precisa il vicesindaco - e non è risultato nessun tipo di abuso». Anche dal Comune di Pistoia arriva la stessa garanzia: «Abbiamo attuato nelle zone di confine, che nello scorso anno hanno subito l'inondazione (ndr, Quarrata e Agliana), quanto richiesto dalla regione». B.F.
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