Il Tirreno

Pistoia

Il comitato per la chiusura dell’impianto punta il dito contro il sindaco

«Polveri sottili? Colpa dell'inceneritore»

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 MONTALE. Il comitato per la chiusura dell'Inceneritore di Montale protesta per le «ridicole motivazioni addotte dal sindaco David Scatragli sui ripetuti sforamenti delle polveri fini nella zona di Stazione e nell'intera area circostante».  Secondo il movimento l'ordinanza emanata dal sindaco «è stata una autentica beffa, alla quale oggi si aggiunge il danno per l'intenzione di proporre degli inutili additivi ai carburanti dei veicoli con pretese di azione anti-inquinante. A prescindere dall'efficacia di tali prodotti, essi sono inutili alla risoluzione del problema, perché non ha nessuna causa con l'inquinamento veicolare, trascurabile per i suoi effetti sulla grave presenza di Pm ultrafino. Nel luogo d'ubicazione della centralina di rilevazione delle polveri il traffico è scarso, trattandosi di un'area rurale e assai lontana dalle principali linee viarie. L'unica ordinanza antinquinamento meritevole di considerazione per una definitiva eliminazione dell'alta concentrazione di Pm nell'aria è quella della chiusura dell'impianto d'incenerimento dei rifiuti».  Il comitato evidenzia che «Scatragli sa bene che la causa dei ripetuti sforamenti è riconducibile all'impianto d'incenerimento, come è stato ben argomentato dall'indagine denominata "Progetto Pathos" della Regione Toscana. In tale documento il professor Udisti aveva ben stigmatizzato la relazione di causa con l'impianto d'incenerimento che potrebbe essere dimostrata con certezza univoca con una indagine chimico-analitica sulla qualità del particolato fino prelevabile dalla centralina. Se Scatragli non ha il coraggio di prendere provvedimenti conseguenti, eviti almeno di fare proposte un po' ridicole, peraltro in spregio al buon senso e alla dignità dei cittadini, tutti gravemente esposti ai danni per le nanopolveri presenti nella zona; molti colpiti dai loro tossici effetti».  «Grave - conclude il comitato per la chiusura dell'inceneritore - è l'auspicio sull'invocazione di estendere altre ordinanze relative all'abbassamento delle temperature di riscaldamento e l'inibizione della combustione dei vegetali all'aperto anche nei comuni di Agliana e Montemurlo, essendo noto a tutti, e a lui in prima persona, che queste sono solo due argomentazioni di facciata, artatamente proposte dalle autorità sanitarie, senza motivazioni scientifiche e con ampia discrezionalità per distrarre l'attenzione dalla fonte conclamata delle emissioni di polveri fini ed ultrafini e di sostanze tossiche come diossine, furani, pcb e altre: l'inceneritore di via Tobagi».

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