Sicurezza
Più interventi in chirurgia per ridurre le attese
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Persone in attesa nella sala del Cup principale, situata nel vecchio ospedale Grazie ai nuovi infermieri assunti. E lotta agli esami non necessari
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PISTOIA. Tenere insieme il rigore di bilancio con i servizi da potenziare, soprattutto per ridurre le interminabili liste di attesa. Scarafuggi pigia proprio il tasto più dolente per i pistoiesi, abituati a protestare per i mesi di attesa richiesti da un esame o da un intervento chirurgico. «Sui tempi di attesa - dice - lavoreremo per ridurre la domanda di prestazioni non necessarie, ma una risposta di potenziamento dell'offerta dobbiamo comunque prevederla». Il settore più interessato sarà quello della chirurgia, dove andranno presto a regime i nuovi infermieri assunti, consentendo di accrescere la produttività del Ceppo. «Poi - aggiunge Scarafuggi - abbiamo stipulato accordi con operatori privati per far fronte alle maggiori esigenze». Non solo. La direttrice sanitaria Silvia Briani promette nuovi investimenti per le visite oculistiche e quelle cardiologiche. Sul lato della domanda, l'Asl conta molto sull'applicazione del "Chronic Care Model", un sistema di gestione che punta molto sulla prevenzione e l'appropriatezza nella prescrizione e quindi coinvolge in modo massiccio i medici di famiglia, (che hanno diverse riserve). Scarafuggi fa un esempio: «Parliamo di mammografie. Se una donna segnala un nodulo al seno, entro 15 giorni è sottoposta ad un esame. Le donne sopra i 55 anni le sottoponiamo a screening noi, con intervalli di 2 anni, perché si è visto che questo è l'intervallo ottimale per individuare formazioni neoplastiche potenzialmente pericolose. Se al di fuori di questi due casi una donna chiede un esame senza avere sintomi, viene inserita alla prima data utile nella seconda categoria. Che può voler dire anche un'attesa di un anno».
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