Il Tirreno

Pistoia

Pure Kobe indossa l'orange un pò di cuore è ancora qui «Salutatemi Cireglio»

Saverio Melegari
Pure Kobe indossa l'orange un pò di cuore è ancora qui «Salutatemi Cireglio»

Il re dei Lakers immortalato con la maglia della Pistoiese manda i saluti attraverso il dirigente arancione Frosini

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PISTOIA. Tranquilli, quello che vedete qui accanto non è un foto-montaggio o l'esaltazione di qualche programma per il ritocco fotografico. È proprio lui in carne ed ossa, il fenomeno per eccellenza dell'Nba moderna. E se Kobe Bryant è arrivato fino al palcoscenico più alto del basket mondiale, un piccolo merito ce l'ha anche Pistoia. Ecco perché, poche settimane fa, si è fatto fotografare con in mano la maglia della Pistoiese a dimostrazione che, quando c'è da parlare degli anni trascorsi fra Cireglio ed il PalaFermi, un piccolo ricordo in fondo al suo cuore c'è sempre. Il merito di questo scatto è di Marco Frosini, responsabile del settore giovanile della Pistoiese ma soprattutto titolare della Gentleman's Clothiers Club, azienda che da più di vent'anni veste i più grandi campioni dell'Nba. Qualche nome? Scottie Pippen, Dennis Rodman, Sean Kemp. Non bastano? Ed allora eccovi serviti anche Shaquille O'Neal, Amar'e Stoudemire, Yao Ming, Dirk Nowitzki, Paul Gasol, oltre allo stesso Kobe. Un lavoro iniziato nel 1989 quando a Pistoia giocava un altro che nel mondo del basket, non solo italiano, qualcosa ha fatto come Leon Douglas e proseguito negli anni incrementando sempre di più il giro di vendite e, soprattutto, di campioni che si rivestono da capo, vestiti per altezze da 1 metro e novanta a 2.30, a piedi, scarpe che arrivano fino al numero 58 (non per Shaq, lui va anche oltre). «Certo che si ricorda degli anni trascorsi da queste parti - spiega Marco Frosini - infatti quando ci siamo salutati dopo aver scattato questa foto mi ha detto: "salutami Cireglio", ovviamente in italiano. I suoi ricordi a Pistoia sono legati al posto in cui abitava ed alla scuola delle suore Mantellate. Da dirigente arancione gli ho parlato di cosa la nuova società sta facendo per riportare in alto il calcio in città e si è dimostrato molto interessato. Kobe oramai lo conosco da tanti anni perché quando Joe (suo padre, ndr) giocava a Pistoia era ovunque ed era legato anche a Leon Douglas». Come spesso succede, però, si diventa molto più famosi lontano da casa che nella città dove si vive e se la sua attività ha preso corpo molto del merito va dato proprio a Leon Douglas. «Tutto nacque quando il "Leone" - racconta ancora Marco Frosini - giocava qui a Pistoia e sua moglie mi chiedeva se si poteva avere una giacca su misura per lui che era tutto fuorché piccolo. A quei tempi avevo un'attività di confezioni e così iniziò questa avventura legata al mondo dell'Nba e nel valorizzare il made in Italy». La domanda, però, nasce spontanea: come mai un appassionato di basket investe nel calcio? «È lo sport che preferisco - conclude Frosini - mentre al basket mi ci sono avvicinato per lavoro. Lo tocco quotidianamente ai massimi livelli e mi riesce difficile calarmi nella realtà italiana, ma lo dico con il massimo rispetto».

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