«L'assessore ha la coda di paglia»
Riccardo Bruzzani
La replica del direttore Confesercenti a Lucchesi
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Continua la polemica tra Confesercenti e Comune sul tema del numero di domeniche del 2011 con i negozi aperti. Dopo la firma dell'accordo tra Comune, sindacati e associazioni (tra cui la Confesercenti) per 22 domeniche nel territorio comunale, che salgono a 25 nel centro storico, Cgil prima e Confesercenti poi (sulla scorta di un intervento critico del vescovo) avevano parlato in termini critici della crescita di aperture domenicali, cosa che aveva provocato la risentita reazione dell'assessore al commercio Barbara Lucchesi. Questa ha ricordato a Confesercenti di aver chiesto trenta domeniche di deroga al tavolo delle trattative. Ecco la risposta del segretario di Confesercenti Riccardo Bruzzani. Come spesso succede, purtroppo, l'assessore Lucchesi capisce lucciole per lanterne. È, perciò, doverosa una precisazione. La mia presa di posizione aveva lo scopo di esprimere un contributo sui temi seri affrontati dal vescovo di Pistoia. Dispiace che Lucchesi immiserisca il confronto e si difenda con argomentazioni polemiche. Non c'era bisogno, poiché quanto affermato dal sottoscritto è coerente con quanto sostenuto e deciso da Confesercenti al tavolo di concertazione. Per comprendere questo, però, è necessario conoscere il problema del quale si parla. La linea di Confesercenti ai tavoli di concertazione è: grande e media distribuzione aperta nelle festività il meno possibile; negozi di vicinato nel centro storico aperti il più possibile, in base al giudizio, in primo luogo, degli operatori, come prevede l'accordo generale sottoscritto per l'area metropolitana. Il mio intervento non si riferiva in termini specifici al Comune di Pistoia, ma a tutto il territorio provinciale, dove alcuni Comuni chiedono aperture in numero più elevato. Così credo che sia stato per la stessa Cgil e lo stesso vescovo in precedenza. L'assessore evidentemente ha la coda di paglia. Ho parlato di circa 20 domeniche e festività fuori dai centri storici (il numero stabilito a Pistoia di 22 non è in sostanziale contraddizione). Il numero di 30 domeniche e festività, alle quali si riferisce la Lucchesi, è stato proposto per aree delimitate del centro storico che incrementava di 4 rispetto alle 26 previste dall'accordo per tutto il centro storico stesso. Ciò, in particolari occasioni e se ne sussistono le condizioni. Si deve sapere che l'accordo di area metropolitana prevede che nei centri storici, nelle località turistiche, collinari e montane si può giungere ad aperture fino ad un massimo di 52 domeniche, oltre le festività. Sosteniamo con forza questa linea per la difesa dei negozi di vicinato e della vita delle stesse città. L'obiettivo è ricercare la sintesi tra aspirazioni e valori da affermare con la dura realtà economica da fronteggiare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google