Il Tirreno

Pistoia

Fratoni: «Provo grande amarezza»

Federica Fratoni alla Mas Giovedì è stata negata la proroga della cassa integrazione
◗
Federica Fratoni alla Mas Giovedì è stata negata la proroga della cassa integrazione

«A questo punto chi è interessato si faccia avanti»

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Provo una grande amarezza». All'indomani della decisione del curatore fallimentare di negare la proroga della cassa integrazione straordinaria in deroga per i 96 lavoratori dello stabilimento Mas di Bottegone, la presidente della Provincia Federica Fratoni si dichiara «sconcertata». Giovedì sera l'incontro dell'unità sera in Provincia, alla presenza delle istituzioni, delle parti sociali e di un rappresentante della Regione Toscana, che ha portato, purtroppo, ad una temuta fumata nera.  «Rimango sconcertata - dice la presidente riferendosi al curatore fallimentare - di fronte ad un professionista che davanti alla richiesta di un fronte compatto, formato da sindacati e istituzioni, fra cui la stessa Regione Toscana, non ha preso in alcuna considerazione le conseguenze che una simile decisione avrà sui lavoratori e sulle loro famiglie, che vivono da tempo una situazione di incertezza e di apprensione».  Un confronto durante il quale non sono mancati i toni aspri, quello di giovedì sera, durato più di tre ore, nel corso delle quali il liquidatore, il dott. Andrea Ferlito, non si è mai discostato dalla sua posizione, ovvero di non volere concedere la proroga di quattro mesi della cassa integrazione ai 96 lavoratori della Mas srl.  L'unica proposta messa sul tavolo dal dott. Ferlito è stata quella di prorogare la cassa integrazione per altri due mesi, fino al 28 di febbraio, con l'obbligo però per i lavoratori di non reiterare ulteriori richieste.  «È una proposta inaccettabile visto che potenzialmente i lavoratori avrebbero potuto chiedere la cassa integrazione per un altro anno ancora - spiega Fratoni - Come istituzioni allora abbiamo chiesto al curatore di prorogare per ulteriore due mesi, ma senza chiedere la rinuncia del ricorso agli ammortizzatori, e di incontrare in questo arco di tempo quegli imprenditori che hanno già manifestato un interesse».  «La nostra era una richiesta che andava nella direzione del massimo risultato, sia per il liquidatore che per i lavoratori - continua la presidente - ovvero da un lato la vendita dell'immobile e dall'altro la possibilità di un percorso per i lavoratori ormai licenziati».  «Trovo assurdo l'atteggiamento di chi si preoccupa solo del rispetto di procedure giuridiche e contabili, senza curarsi della responsabilità nei confronti di tanti lavoratori e delle loro famiglie - dice Fratoni - dalle quali non sono mancate dure critiche e contestazioni alla posizione del curatore fallimentare. A questo punto - prosegue - voglio rivolgere un appello a tutti coloro che sono interessati all'acquisto, di contattare rapidamente la Provincia al fine di valutare possibili forme di incentivi, per garantire una ripresa dell'attività e al tempo stesso una prospettiva lavorativa.  Credo, infatti, che la ripresa economica debba procedere di pari passo con la ripresa occupazionale, a partire da coloro che hanno sperimentato sulla propria pelle gli effetti di questa crisi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa