Il Tirreno

Pistoia

«70mila euro di danni nel 2009. E ci risiamo...»

Il lavoro di restringimento del fosso nel mirino
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Il lavoro di restringimento del fosso nel mirino

La rabbia di un mobiliere: tutta colpa della chiusura dell'Ombroncello

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 PISTOIA. «Da quando hanno chiuso l'Ombroncello, tutti gli inverni abbiamo l'acqua in casa. E per i danni dello scorso anno ancora neanche un euro». Merce pronta per la consegna zuppa d'acqua, intonaci che trasudano umidità, listoni di parquet saltati: tra Barba e Bottegone è l'Ombroncello a fare danni e gli abitanti sono furiosi. Puntano il dito contro il Comune di Pistoia, che ha concesso il permesso a un vivaio di coprire l'Ombroncello e farlo passare sotto terra per un centinaio di metri, ma anche contro Provincia e Consorzio Ombrone per la manutenzione del fosso. In via Caboto, via Bottaia, via delle Colombaie, e la stessa via Fiorentina, mercoledì l'acqua si è infiltrata nelle case e nei negozi, come in quello del signor Sergio Pacini che vende mobili in via Fiorentina 796. «L'acqua è entrata dalla porta laterale - spiega la figlia Milena -, ha fatto saltare il parquet e ha bagnato tutta la merce pronta per essere consegnata ai clienti. Nessuno ci ha portato i sacchi di sabbia: ha dovuto andare a prenderli al Consorzio Ombrone un nostro vicino di casa. Soltanto la sera si è visto qualcuno della Provincia. L'anno scorso abbiamo subito 70mila euro di danni, ma di questi non abbiamo visto nemmeno un euro e mai li vedremo. Se l'attività chiude in passivo, non ha diritto a risarcimenti. E come deve chiudere un'attività con 70 mila euro di danni?».  «Ormai da qualche anno - aggiunge Sergio Pacini - appena piove un po' di più o la neve si scioglie, noi andiamo sott'acqua. Ora però non ne possiamo più. Da quando hanno fatto i lavori in un vivaio a fianco, si allaga tutta la zona. Mi chiedo perché gli è stato permesso di imbrigliare l'Ombroncello in un canale chiuso e farlo correrre sotto terra. Come si fa a prendere un corso d'acqua di due o tre metri e infilarlo in uno spazio di un metro?». Il primo tratto dell'Ombroncello, infatti, corre in mezzo ai campi, a un certo punto svolta, si interra, corre per un centinaio di metri sotto una serra, e poi risbuca sulla Fiorentina, costeggiandola fino agli Olmi. «L'anno scorso - continua Sergio Pacini - abbiamo raccolto più di cento firme tra gli abitanti della zona e abbiamo sottoscritto una denuncia alla Procura della Repubblica dove spiegavamo la condizione delle nostre abitazioni».  Accanto al negozio del signor Pacini, abita Marco Lutsu che, mercoledì mattina, per non far passare l'acqua in casa ha addirittura fissato col cemento una paratia sulla porta. «L'acqua in realtà è entrata lo stesso - racconta -: filtrava addirittura dai muri perché sia il piazzale dietro che il marciapiede davanti avevano l'acqua a 15-20 centimetri. E pensare che avevo rimbiancato quest'estate. Il problema è che sono 30 anni che non viene pulito il fossato: c'è mezzo metro di sedimenti da togliere». «L'acqua arrivava fino allo sportello dell'auto - aggiunge il signor Giancarlo Matteini, che abita in via delle Colombaie -. Il fatto è che da quando hanno messo le mani sul fosso e hanno rialzato dei terreni, l'acqua si riversa tutta in strada». M.Q.

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