Il Tirreno

Pistoia

Caripit, anno di magra e utile ridimensionato «Ma nel 2011 ripartiamo»

Fabio Calamati
Caripit, anno di magra e utile ridimensionato «Ma nel 2011 ripartiamo»

Colpa della crisi e della difficile integrazione con Intesa San Paolo. Ma l'emorragia di clienti è finita

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 PISTOIA. Niente utili multimilionari: questo 2010 che sta per finire andrà in archivio come un anno di magra per la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia. Colpa della perdurante crisi economica, che certo non favorisce l'apertura di conti correnti e la richiesta di prestiti, ma colpa soprattutto delle battute d'arresto che, tra la fine del 2009 e la prima metà del 2010, ha accusato l'istituto di credito di via Roma.  Alle prese con una complessa integrazione nei meccanismi della casa madre, il gruppo creditizio Intesa San Paolo, la piccola Caripit per mesi ha segnato il passo, allungando i tempi di risposta e perdendo clienti. Lo denunciò a piena voce il presidente della Fondazione Cassa, Ivano Paci, che il 12 aprile non votò il bilancio 2009 della banca cittadina, di cui è azionista di minoranza.  Da quei giorni, però, le cose sembrano cambiate. Nella stanza dei bottoni di via Roma è arrivato un direttore di lunga esperienza, Enrico Ascari, per di più pistoiese doc anche se proveniente dal gruppo Intesa San Paolo. Piano piano i meccanismi dell'integrazione hanno cominciato a girare per il verso giusto e ieri - giornata del tradizionale incontro natalizio con la stampa - il presidente Gabriele Zollo (nella foto) ha potuto annunciare che «ora le problematiche sono state superate».  Il risultato finale di bilancio è ancora top secret e Gabriele Zollo parla pudicamente di «un utile non esaltante». Certo sarà molto inferiore ai 39 milioni di utile netto sfoggiati nel 2009. Ma l'importante è ripartire.  Enrico Ascari cita un dato parziale ma significativo: negli ultimi 4 mesi sono triplicati i mutui stipulati dalla Caripit rispetto ai sette mesi precedenti. Insomma, la fuga dei clienti si è arrestata.  E Zollo si concentra sulle previsioni per il 2011, che si annunciano ambiziose: solo nei primi due mesi dell'anno i direttori Caripit sono stati sollecitati a raggiungere un aumento degli impieghi (cioé dei crediti concessi) di 75 milioni. «Per noi il 2011 sarà l'anno della svolta» commenta il presidente dell'istituto di via Roma. Che confida, per una celere ripresa della banca cittadina, nel potente aiuto che può arrivare da Intesa San Paolo, gruppo leader in Italia nel settore creditizio e soprattutto molto ricco di liquidità.  Del resto c'è da sostenere un sistema economico alle prese con una crisi che comincia a dare qualche segnale di allentamento della morsa ma che ancora imprime la nota dominante all'economia.

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