Attenzione
«Scoperti edifici abusivi al Legno Rosso»
Fabio Calamati
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Zona ristorazione nellimpianto sportivo del Legno Rosso La relazione dell'ispettore dei vigili urbani alla commissione speciale del Comune
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PISTOIA. Abusivo l'edificio per la ristorazione, irregolare anche l'attività di ristoro, perché svolta senza licenza. È un pesante atto d'accusa l'audizione dell'ispettore della polizia municipale Vincenzo Lucchesi di fronte alla commissione speciale del consiglio comunale che si sta occupando della vicenda dell'impianto sportivo Legno Rosso, a Capostrada. Vincenzo Lucchesi ha svolto ripetuti controlli al Legno Rosso poco più di un mese fa, dopo le segnalazioni di presunti abusi edilizi fatte da alcuni consiglieri comunali. Controlli effettuati dopo che - ad agosto - della gestione dell'area sportiva del Legno Rosso si era iniziato a parlare sui giornali: in particolare, era finita sotto accusa la convenzione che regola i rapporti tra Comune e gestore degli impianti (la Polisportiva Legno rosso, ndr), convenzione ritenuta da alcuni consiglieri comunali (a sollevare il caso fu Andrea Betti dell'Italia dei valori) troppo favorevole al privato, visto che gli si consentiva di incassare direttamente i proventi del campo di calcio. La Polisportiva Legno Rosso si difese in modo energico dalle accuse, rivendicando la correttezza della gestione, che ha consentito alla città di avere un'area sportiva moderna e bene attrezzata, utilizzata ogni giorno da centinaia di giovani. Il consiglio comunale decise di verificare in modo approfondito la situazione e il 9 novembre varò una commissione speciale per far luce sulla gestione dell'impianto sportivo, presieduta dal consigliere Pd David Mariani. È proprio in una delle ultime sedute della commissione che è stato ascoltato l'ispettore Lucchesi. E dalle sue parole i consiglieri hanno potuto apprendere il contenuto dei verbali stilati dai vigili urbani dopo i sopralluoghi a Capostrada. È chiaro che non si tratta di sentenze, che lo stesso lavoro della commissione non è certo paragonabile a quello di una Procura (ma sul caso, lo ricordiamo, è aperta anche un'inchiesta penale); ma certo la situazione descritta da Lucchesi fa impressione, anche perché - evidentemente - le irregolarità abusi datano da anni. Fuori norma - secondo i vigili - è l'impianto di ristorazione interno all'area sportiva (che - vale la pena precisarlo - non è gestito dalla spa che si occupa dei campi). In particolare, sarebbero state realizzate senza permesso le opere di tamponamento esterno dei gazebo esistenti, opere che hanno consentito di realizzare la sala da pranzo della cosiddetta "pizzeria". Non solo: secondo l'ispettore gli stessi gazebo (risalenti alla gestione dell'impianto da parte della Fago Promotion, cioè prima del 2005), anche quando non erano "murati", risultavano privi di autorizzazione. Terzo punto, l'attuale gestione dell'attività di ristorazione risulta priva di licenza commerciale. I vecchi gestori ce l'avevano, ma da loro non risulta mai transitata ai nuovi, che viceversa dispongono solo dell'autorizzazione igienico-sanitaria: fondamentale, certo, ma non sufficiente per chi prepara e serve cibo a decine di persone ogni giorno.
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