Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco dal pm respinge tutte le accuse

Il sindaco Renzo Berti con l’avvocato Cecilia Turco
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Il sindaco Renzo Berti con l’avvocato Cecilia Turco

«Nessuna responsabilità personale o istituzionale»

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 PISTOIA. E' stato sentito ieri mattina dal pm di Genova Silvio Franz il sindaco di Pistoia Renzo Berti, indagato con altre sei persone nell'ambito dell'inchiesta sui maltrattamenti nell'asilo Cip Ciop, per la quale è in corso, davanti al gip della città ligure, il processo con rito abbreviato alle maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce.  Berti è stato iscritto nel registro degli indagati, in qualità di rappresentante legale della pubblica amministrazione, per il reato di omessa vigilanza. Come viene specificato in una nota diffusa dal Comune, Renzo Berti, nel corso del colloquio avrebbe chiarito al pm la propria posizione, negando qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e ribadendo che il Comune è parte lesa.  Berti si è recato a Genova accompagnato dall'avvocato Cecilia Turco per rendere dichiarazioni spontanee. Lo stesso pubblico ministero non ha formulato alcun capo di imputazione nei confronti del sindaco che, nel corso dell'incontro durato circa un'ora, ha ribadito la propria posizione e chiarito il suo ruolo di rappresentante della città di Pistoia quale parte lesa nella vicenda.  Berti ha inoltre dichiarato di non avere alcuna responsabilità né sotto il profilo personale né dal punto di vista istituzionale per eventuali omissioni e tanto meno per l'ipotesi di concorso nei maltrattamenti derivante da eventuali omissioni. Il sindaco ha descritto le modalità organizzative dell'amministrazione comunale e fornito agli inquirenti una serie di documenti, oltre a depositare un'apposita memoria. Il pm Franz, prendendo atto delle dichiarazioni rese e della documentazione allegata, ha assicurato che la posizione del sindaco sarà esaminata in tempi brevi.  L'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta dopo una o più querele presentate da alcuni dei genitori dei bambini. Fin dall'inizio della vicenda, infatti, diversi familiari avevano accusato il Comune di non aver adempiuto ai controlli sulla struttura che, pur privata, era stata accreditata dall'amministrazione comunale.

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