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«Aumenti imposti»

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 PISTOIA. «Con il nuovo piano d'ambito realizzeremo il più importante e ambizioso piano di investimenti italiano con 740 milioni di euro per infrastrutture e opere idriche e fognarie da realizzare in dieci anni, dal 2011 al 2021. Potremo così raggiungere gli obiettivi europei di tutela sanitaria e ambientale, garantendo ulteriormente la qualità del servizio ai cittadini e la tutela dei nostri territori unici al mondo». Così il presidente di Publiacqua, Erasmo De Angelis, esprime la sua soddisfazione per l'approvazione del nuovo piano d'ambito da parte dei 49 sindaci dell'Autorità di ambito 3 Medio Valdarno. «Lavoravamo da mesi al piano e la maggior parte delle opere, con circa 420 milioni di euro di investimenti, risolveranno le emergenze nella depurazione degli scarichi fognari. Soprattutto ci consentiranno di evitare le pesanti sanzioni europee che scatteranno dal 1 gennaio 2016 per i Comuni italiani non allacciati a reti fognarie e a depuratori. Ma il nuovo piano ha anche una eccezionale potenzialità di occupazione nell'indotto, stimabili in 17.000 unità con un aumento dello 0.12% del Pil regionale - spiega D'Angelis - Publiacqua, come è accaduto nei dieci anni alle nostre spalle, sarà ancora l'azienda leader in Italia per investimenti nel servizio idrico integrato, aggiungendo i nuovi 740 milioni ai circa 500 già investiti. Anche il 90% degli utili stabiliti per legge ritorneranno ai cittadini e nei bilanci comunali per tenere aperti asili, riparare buche, garantire i servizi sociali o per nuove opere idriche».  Tra le infrastrutture più importanti dei prossimi anni, c'è la realizzazione del nuovo invaso di Gello per garantire l'approvvigionamento idrico. Ci sono interventi di miglioramento dei circa 7.000 km di rete di acquedotti e oltre 4.000 km di fognature e dei 241 impianti gestiti da Publiacqua.  Il piano tariffario deciso dall'Ato prevede un aumento nei prossimi 4 anni del 5% e dei successivi 6 anni del 3% circa, più l'inflazione. Incrementi determinati da un sistema normativo che, a partire dalla legge Galli del 1994, prevede che gli investimenti siano finanziati dalle sole tariffe, non essendo previsti finanziamenti europei, nazionali, regionali o comunali. Il Piano approvato conferma il fondo per le utenze deboli.

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