Il dolore
Salvati in extremis dalla morte bianca
Beatrice Faragli
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Unambulanza della Misericordia di Casalguidi al pronto soccorso Anziani coniugi accendono un braciere per scaldarsi: il figlio li trova svenuti a terra
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CASALGUIDI. Avevano acceso il braciere per smorzare il freddo pungente di domenica sera. Ma quel gesto, probabilmente un'abitudine di vecchia data, per poco non è costato la vita a due ultraottantenni di Cantagrillo, intossicati dal veleno gassoso. Il monossido di carbonio infatti ha invaso ogni angolo della casa senza che nè moglie nè marito si accorgessero del pericolo imminente. Fuori la neve e il gelo ad assediare le strade, dentro il gas a impregnare l'aria. Inodore, incolore e insapore la sostanza avvelena senza concedere neppure un attimo per pensare, per rendersi conto e reagire. Solo la visita del figlio ha evitato una tragedia già scritta. Poco dopo le 23 infatti l'uomo ha trovato i genitori in uno stato di incoscienza. Quasi certamente è stata la donna a svenire per prima, portandosi dietro, nel giro di pochissimo, anche il marito. Inutile ogni tentativo di capire cosa stesse accadendo. Sembrerebbe che anche il figlio, faccia faccia con quella scena, abbia faticato a spiegarsi fin dall'inizio il perchè di quei due malori. L'odore infatti apparentemente non faceva presagire nulla. La stanza, una bomba a orologeria satura di monossido di carbonio, sembrava immacolata. Il rischio più grande sta proprio qui, nell'apparente normalità che si nasconde dietro al gas velenoso. Con l'arrivo dell'uomo però l'aria ha iniziato a circolare di nuovo nel soggiorno, una stanza senza nemmeno una finestra, col solo portone d'accesso a garantire una vitale boccata d'ossigeno. I primi ad arrivare nel terratetto di Cantagrillo sono stati i soccorritori della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo. Il braciere, al loro arrivo, era già sistemato fuori, all'aperto. I volontari hanno captato immediatamente il pericolo. Una volta sgombrato il campo dal rischio intossicazioni, che non di rado, nei casi d'esalazioni di monossido di carbonio, coinvolge anche gli stessi soccorritori, e spalancata la porta d'ingresso, la squadra della Misericordia ha portato all'aria aperta moglie e marito per le prime manovre d'emergenza a base di ossigeno. Entrambi avevano ripreso conoscenza poco prima dell'arrivo dei volontari. Caricati sulle ambulanze, sono stati trasportati al Ceppo per tutti gli esami del caso. In queste situazioni infatti è necessario l'emogas, un prelievo che permette di misurare la percentuale di gas nel sangue. Solo dopo è possibile stabilitre l'esatta gravità dell'intossicazione e corerre ai ripari con le adeguate terapie. A Cantagrillo sono intervenuti anche l'automedica del 118 e i vigili del fuoco che hanno fatto i dovuti rilevamenti sull'aria anche se, a quanto pare, gli esiti non hanno registrato alcuna traccia della sostanza incriminata, già dispersa grazie alla provvidenziale visita del figlio e l'apertura del portone.
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