Il dolore
Quando stufe e caldaie uccidono
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Una stufa che potrebbe diventare un killer senza un adeguato tiraggio Gli esperti: «Nelle stanze prese d'aria adeguate»
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CASALGUIDI. Una cucina, una caldaia, un caminetto, una stufa catalitica, un braciere... insomma, un qualsiasi bruciatore a fiamma libera che divora ossigeno nell'ambiente. Basta poco perché, con l'arrivo della stagione fredda, apparecchiature di uso quotidiano si trasformino in strumenti micidiali. Sono loro le responsabili dei casi di "morte bianca" che anche in questi giorni si sono verificati nel nostro paese. Complici, naturalmente, la disattenzione, l'incuria e l'errata istallazione. Vediamo come difendersi seguendo i consigli dell'esperto. I fattori di rischio, quando vengono impiegate sostanze combustibili, sono due: la deflagrazione e l'intossicazione. La "morte bianca" è causata da intossicazioni da monossido di carbonio (inodore e insapore e per questo assai pericoloso) derivanti non da una perdita di gas ma dalla cattiva combustione di un bruciatore rappresentato da un fornello o da una cucina accesa che non ha tiraggio, da una caldaia, da un caminetto, da una stufa catalitica. L'ossigeno nell'aria viene consumato dalla fiamma e rimane il monossido di carbonio, in concentrazioni via via sempre più letali. Occorre perciò che le superfici di areazione siano adeguate alla potenza termica sviluppata, poichè la fiamma deve avere una sua alimentazione. «I maggiori problemi - spiegano i vigili del fuoco - vengono dalle caldaie di tipo non stagno, quelle che in pratica prendono l'ossigeno dall'interno dei locali: se nella stanza non vi sono aperture adeguate a consentire la necessaria ventilazione, la combustione può avvenire in maniera difettosa e generare il monossido di carbonio. Non si tratta di apparecchiature proibite, ma devono avere un'opportune fonti di ventilazione, solitamente un foro nel muro, vicino al pavimento. Le finestre non possono essere considerate tali perché si possono chiudere. E a tale proposito bisogna dire che una volta si verificavano meno incidenti proprio perché finestre e infissi erano pieni di spifferi». «Queste regole valgono per tutti i processi di combustione che hanno bisogno di ossigeno per andare avanti: quindi anche il caminetto, le stufe o, appunto, i bracieri. Attenzione anche alle condizioni atmosferiche: il forte vento può influire sul tiraggio delle canne fumarie e creare un riflusso di monossido di carbonio all'interno delle case».
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