Italia
Il disagio mentale si supera dietro il bancone del bar accordo tra Arci e Ipotesi
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Federico Tasselli presidente dellArci provinciale Assistiti della cooperativa al lavoro nel circolo per raggiungere l'obiettivo dell'integrazione sociale
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QUARRATA. Rimesso a nuovo e in sicurezza, il circolo Arci di Valenzatico offrirà i suoi spazi a un progetto di integrazione di persone con disagio psichico. Da gennaio, la cooperativa di tipo B Ipotesi, che lavora con persone che soffrono di disagi mentali, inizierà a gestire il bar del circolo. Questo permetterà di far lavorare anche alcuni degli assistiti, favorendone così l'integrazione sociale. L'iniziativa non è che il primo importante passo verso una riqualificazione complessiva del circolo che, con un tocco di restyling, ha iniziato a lavorare per recuperare un impegno sociale e culturale, come centro di aggregazione del paese. «I dettagli dell'accordo con la cooperativa sono ancora da definire - spiega Fernando Bianchi, presidente dell'associazione civile, proprietaria dell'immobile - comunque, a partire da gennaio, dovrebbe iniziare questa nuova fase del circolo. Nel progetto è stata chiesta la collaborazione anche della Caripit. L'idea è quella di far gestire il bar alla cooperativa Ipotesi che, in questo modo, può sfruttarlo per l'integrazione delle persone con disagio psichico. Parallelamente vorremmo anche rilanciare il ruolo del circolo che non dev'essere visto soltanto come un bar. L'attività commerciale del circolo infatti ci deve essere, ma deve rimanere marginale rispetto alle altre: la priorità dev'essere la socialità, l'attività ricreativa finalizzata allo stare insieme, l'aggregazione, la cultura». Il circolo di Valenzatico si trova in via Vecchia Fiorentina 350, si sviluppa su due piani e conta una cinquantina di soci. «Nel novembre del 2009 - continua Bianchi - il circolo fu chiuso perchè aveva dei problemi al tetto: era pericolante e completamente da rifare. In quel periodo il circolo registrava anche un piccolo calo di attività e di frequentatori. Così ci siamo fatti coraggio e abbiamo deciso di rilanciarlo. Abbiamo rifatto il tetto: i lavori sono finiti lo scorso ottobre, per un costo di 70mila euro. Per il momento sono stati finaziati con prestiti sociali, ma presto vorremo lanciare una campagna di sottoscrizione tra gli abitanti del paese. Dall'8 novembre il circolo riapre la sera dalle 19.30 alle 23 circa, e la domenica, contando soltanto sulle forze dei volontari. Da gennaio inizierà la compartecipazione con la cooperativa». A Pistoia c'è già un circolo che funziona con questa modalità: l'Arci di Capostrada, il cui bar è gestito dalla cooperativa Don Chisciotte. «Si tratta di un progetto importante - spiega Federico Tasselli, presidente Arci provinciale - che ha l'obiettivo di far collaborare due realtà significative per creare un'occasione di integrazione. Questa iniziativa si inserisce in un percorso di riqualificazione di questo e altri circoli. Ad esempio, nel circolo non vogliamo mettere le slot machine».
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