Il Tirreno

Pistoia

Il Comune: abbiamo fatto il possibile

Fabio Calamati

«Finiti i soldi, è stato impossibile chiamare le aziende private»

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 PISTOIA. Venerdì bufera di neve, ieri bufera di polemiche. Se la prima si è abbattuta imparzialmente su Pistoia e sui centri della piana (parzialmente risparmiata la montagna), le seconde si sono concentrate sugli enti locali, Comune in prima fila, giudicati colpevoli di interventi tardivi e poco efficaci. Pochi mezzi e pochi vigili urbani sono stati visti in azione sotto la tormenta e anche ieri strade e marciapiedi, in diverse zone della città e della periferia, sono state ripulite solo a tarda ora. Per non dire poi delle proteste provenienti dalle scuole, tenute aperte nonostante la situazione di emergenza, al contrario di quello che è successo in Comuni vicini come Prato, Agliana e Quarrata.  Quali le responsabilità? Chi non ha fatto tutto quello che doveva? Tanto per cominciare, la sala operativa provinciale della Protezione civile non è stata allertata, a differenza dell'emergenza dello scorso anno. Il compito spetterebbe alla Provincia, ma va detto che l'indicazione arrivata giovedì dalla sala operativa unificata permanente della Regione era di un «allerta meteo con avviso di criticità moderata». Insomma, una situazione preoccupante ma non drammatica. Il problema è che nelle ore successive la valutazione non è cambiata.  In mancanza dell'attivazione della sala protezione civile, ogni ente fa da sè. «Noi - spiega il vicesindaco Mario Tuci - abbiamo cercato di fronteggiare la situazione contando sulle nostre forze, che sono quelle degli uomini del cantiere comunale e della protezione civile, più i vigili urbani. Con i mezzi a nostra disposizione, abbiamo fatto tutto il possibile e venerdì tutti si sono impegnati al massimo, anche se delle zone disagiate ci sono state e per questo non possiamo che scusarci. È vero che in altre occasioni avevamo potuto disporre di ditte esterne che affiancavano i nostri uomini e i nostri mezzi. Ma a causa dei tagli dovuti alla manovra finanziaria, quest'anno non avevamo più risorse a disposizione. Ieri (venerdì, ndr) abbiamo dato fondo a tutte le riserve di sale. Speriamo che entro fine anno non si presentino nuove emergenze»  E le scuole? Come mai non sono state chiuse? «Venerdì pomeriggio le previsioni meteo erano contrasanti, ma diverse indicavano un rialzo della temperatura e piogge in serata. Per questo alla fine è stato deciso di tenere le scuole aperte, non certo per sottovalutazione o per volontà di mandare per forza gli studenti in classe».

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