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I pistoiesi bussano alla porta del microcredito
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Lincontro a Villa Colle Alberto Sotto Aligi Bruni Quasi quattrocento le richieste, solo 49 sono state presentate da cittadini stranieri
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PISTOIA. Sono soprattutto italiane le persone che da marzo 2009 ad oggi hanno chiesto aiuto al microcredito pistoiese, la rete di sostegno finanziario messa in piedi dalla fondazione Un raggio di luce onlus insieme a Misericordia, banche locali, fondazione Cassa di risparmio e Caritas. Delle 389 richieste registrate dai 3 centri d'ascolto, due a Pistoia e uno in Valdinievole, solo 49 sono arrivate da stranieri domiciliati nel pistoiese. Il sistema di sostegno ha erogato fino ad ora 750 mila euro, una fetta divisa tra i 126 richiedenti che hanno ricevuto il sì dal comitato di valutazione. Ancor prima però sono direttamente i centri d'ascolto a fare una preselezione importante: delle quasi 400 pratiche registrate nei 3 poli, solo 216 sono arrivate in comitato, un organo composto dai rappresentanti dei centri e da quelli delle banche che elargiscono il credito. Il dato più sconcertante però riguarda le motivazioni che spingono le famiglie a chiedere aiuto: "debiti vari" per la metà delle 216 domande valutate. Con questa sorta di etichetta si indica una situazione complessa, fatta sì di bollette e affitti non pagati ma che rivela soprattutto una condizione debitoria ben più importante alla base, «dovuta spesso - spiega la professoressa Rina Ercolini - a richieste di finanziamenti alle varie finanziarie a cui magari non si è più potuto far fronte», con interessi alle stelle impossibili da recuperare. «Il nostro sistema - spiega il presidente di Un raggio di luce, Paolo Carrara - permette l'accesso al credito a persone che altrimenti ne sarebbero escluse. E' un'iniziativa strutturale, nata prima della crisi e che continuerà anche dopo». B.F.
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