Sicurezza
Allevamento e turismo, scommessa vinta
Sauro Romagnani
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Lagriturismo La Buca di Cutigliano Sopra la titolare dellazienda Pecorino a latte crudo e ospiti da tutta Italia all'agritour La Buca
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CUTIGLIANO. L'agriturismo La Buca è stato realizzato, nel 1999, in un vecchio fabbricato agricolo costruito sul finire dell'Ottocento e ammodernato negli anni Trenta. Situato in una zona panoramica che, dall'alto, consente di vedere la strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero. Come vi è venuta l'idea di realizzare un agriturismo? «Noi veniamo da generazioni di persone che lavoravano la terra e allevavano animali. Siamo attaccati moltissimo alla terra e alle sue tradizioni. Ora la terra non rende molto quindi abbiamo pensato di integrare il reddito con questa attività». Avete fatto investimenti importanti? «Diciamo abbastanza per le nostre forze. Abbiamo realizzata una nuova stalla ed abbiamo completamente ristrutturato il vecchio fabbricato e la stalla che vi era annessa, ricavando tre piccoli appartamenti». In cosa consiste la vostra attività primaria? «Abbiamo 180 pecore da accudire e portare al pascolo, abbiamo anche delle capre. Pratichiamo la transumanza, nel periodo estivo, e ci rechiamo sui pascoli di alta montagna. Sul monte Lancino, sulla cima Tauffi, sul Libro aperto. Inoltre coltiviamo la terra, in particolare produciamo patate e foraggio per gli animali». E' un lavoro duro? «Molto, soprattutto perché l'allevamento non prevede tempi morti, come per esempio in agricoltura, perché gli animali devono essere curati tutti i giorni dell'anno». In quanti fate questo lavoro? «Sono aiutata da mio figlio Paolo che, dopo due anni di scuola superiore, ha deciso di dedicarsi all'azienda». In cosa consiste l'attività primaria vera e propria? «Con il latte, prodotto dai nostri animali, facciamo formaggio pecorino a latte crudo, ricotta, ravaggiolo, caprino, e per queste ragioni siamo impegnati tutto l'anno, motivo anche questo che ci ha spinti ad investire». Vendete direttamente i prodotti? «Sì, abbiamo una clientela, oltre gli ospiti dell'agriturismo, consolidata che giornalmente acquista i nostri prodotti che sono molto genuini». Lavorate tutto a mano, in modo artigianale? «Come avete visto, abbiamo una mungitrice automatica ed un luogo separato dove lavoriamo il latte fresco per trasformarlo. Siamo costantemente controllati nella lavorazione dalle autorità competenti». Bene, e l'agriturismo integra realmente il reddito aziendale? «Sì. Nel periodo estivo e per le feste riusciamo a riempire, anche nei fine settimana, quando la stagione lo consente». Quanto calcolate l'utilizzo, della struttura di accoglienza, nell'intero arco dell'anno? «Pensiamo che siamo intorno ad un cinquanta per cento della potenzialità». Chi sono i vostri ospiti e da dove vengono? «Moltissimi italiani e qualche straniero. In particolare abbiamo. Abbiamo anche ospiti milanesi e calabresi. Dal punto di vista dello stato sociale, ospitiamo spesso coppie di sposi, molte persone del ceto medio e professionisti». Scelgono qui per quali ragioni? «Sono moltissime, a partire dall'ambiente, dal costo che è limitato, dalle attrazioni costituite dalla presenza della neve, dalla quiete e non ultimo anche dal fatto che quando ci sono i bambini essi amano molto gli animali ed anche vedere le diverse lavorazioni che facciamo». Come procurate la clientela, come siete riusciti a farvi conoscere? «E' il passa parola la nostra migliore arma. Utilizziamo internet, consegnamo ai clienti il nostro depliant, partecipiamo due volte l'anno alla "Festa dei pastori" dove facciamo conoscere i nostri prodotti. Inoltre abbiamo alle spalle l'importante appoggio del consorzio "Montagne e valli di Pistoia". Siamo sul sito dell'Apt, della Provincia e del Comune. Non partecipiamo nè a convegni nè a borse del turismo». Soddisfatti? «Siamo contenti della nostra attività e dei risultati conseguitid, anche se è duro. Dobbiamo solo aggiungere che l'ambiente della nostra montagna tira, ma occorrerebbe molta più attenzione alle scelte che si fanno localmente». Fiduciosi dunque per il futuro? «Sì. Vogliamo sempre migliorare. Pensate, nella prossima settimana monteremo, sul tetto della stalla, un impianto fotovoltaico, il cui costo supererà i 50mila euro».
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