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Pistoia

Tariffe, la rabbia della Cgil

Beatrice Faragli
Bambini in una mensa scolastica
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Bambini in una mensa scolastica

Il sindacato contro la giunta: «Aumenti senza concertazione»

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MONTALE. Valanga di critiche per le nuove tariffe scolastiche firmate dal centrodestra al potere. La Cgil boccia in pieno il tariffario per nido, pulmino e mensa passato al vaglio di sindaco e assessori lunedì scorso. «Una scelta, compiuta a testa bassa dalla giunta di Montale, ingiustificabile e che non accettiamo nel metodo e nel merito». Il sindacato, prima ancora di scendere nel dettaglio dei costi, punta il dito contro il modus operandi. Con il passaggio delle tariffe, che Cgil ha appreso direttamente da Il Tirreno, «si interrompe una lunga tradizione che vedeva nella concertazione locale preventiva un passaggio essenziale, e non formale, prima dell'adozione di qualsiasi provvedimento che andasse a rivedere l'organizzazione dei servizi o a toccare le tasche dei contribuenti e dei cittadini». «Un fatto - aggiunge la Cgil - che giudichiamo grave, perchè riteniamo che l'attenzione di chi governa a livello locale nel compiere le scelte amministrative debba essere ancora maggiore in un contesto economico di così grande difficoltà».  In sindacato quindi, così come si legge nelle dichiarazioni, è stato tagliato fuori da quel percorso abituale di scambio e dialogo e che oggi esprime tutta la sua contrarietà verso un provvedimento privo di qualsiasi concertazione, «a testa bassa» appunto.  Non solo, Cgil dal metodo entra nel merito e respinge la scelta fatta dalla giunta Scatragli sull'esonero totale, un meccanismo spazzato via col nuovo tariffario per l'anno scolastico 2011/2012. Lo strumento consentiva alla fascia Isee più bassa, quella 0-4500 stando alle tabelle attualmente in vigore, di non pagare niente per asilo nido, trasporto scolastico e refezione, prevedendo inoltre per le altre fasce una riduzione a scalare nel prezzo pieno del servizio, fino all'ultimo livello chiamato a far fronte al costo totale, senza riduzioni. «Una scelta di principio, tutti dobbiamo contribuire al servizio e al suo mantenimento», così il vicesindaco Gianna Risaliti aveva motivato qualche giorno fa, e prima ancora in consiglio comunale, la decisione di eliminare l'esonero dalle tabelle, aggiungendo anche che la spesa da sostenere per la primissima fascia sarebbe stata più simbolica che altro.  E' proprio su queste posizioni che la Cgil oggi dà sfogo a tutta la sua contrarietà sulla manovra: «L'aver previsto l'eliminazione dietro presunte ragioni di principio ci sembra solo una motivazione demagogica e che non incide in maniera significativa sulle casse comunali in termini di aggravio di costi. Incide invece in maniera sostanziale nei confronti di quelle famiglie più bisognose», o di tutte quelle stroncate dalla crisi. «In questi casi anche poche decine di euro al mese fanno la differenza» tuonano dal sindacato, e aggiungono: «Si è scelto invece di abbassare le tariffe alle fasce di reddito superiori, secondo una logica a nostro avviso aberrante, populista e propagandistica».  Dalla Cgil aprono al confronto: «Ci aguriamo che l'amministrazione di Montale voglia recuperare questa situazione convocando le parti per ridiscutere di un provvedimento più equo nei confronti dei più deboli».

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