Il Tirreno

Pistoia

Mas, i licenziamenti sono arrivati

Operaio al lavoro. A destra: presidio fuori dallo stabilimento
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Operaio al lavoro. A destra: presidio fuori dallo stabilimento

Un ultimo filo di speranza: il 23 nuova riunione

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 PISTOIA. Le lettere di licenziamento sono partite. Come nella peggiore delle ipotesi, sotto l'albero di Natale dei circa cento operai della Mas di Bottegone sono già arrivate le buste che annunciano il loro licenziamento a partire da gennaio.  Ieri pomeriggio in Provincia si è riunita l'unità di crisi. Comune, Provincia, sindacati: tutti hanno risposto all'appello disperato dei lavoratori, in presidio in piazza San Leone nonostante il freddo pungente. Unico assente, il curatore fallimentare Andrea Ferlito che qualche giorno fa, con una lettera, ha fatto sapere della sua impossibilità a partecipare. Il coro pistoiese di Provincia, Comune e sindacati, sostenuto - sembra - anche dalla Regione, è unanime nel sostenere la necessità di un'ulteriore proroga della cassa integrazione in deroga per altri 4 mesi, anche in vista delle pre-offerte giunte sul tavolo del curatore fallimentare e della messa all'asta del sito industriale prevista per l'inizio del prossimo anno.  Si fa sempre più vicino e inquietante, dunque lo spettro della Eaton: anche nell'azienda di Massa, infatti, a fronte di una posizione condivisa di sindacati e amministazioni sulla necessità di richiedere la cassa integrazione, la proprietà continua a negarla.  «È proprio quello che vogliamo evitare - commenta Michele Gargini, Cgil - La proroga della cassa integrazione servirebbe non soltanto a mantenere un reddito agli operai, ma anche a tenerli ancorati all'azienda in vista di una possibile riconversione e vendita del sito. Ad alcuni inoltre basterebbe per arrivare al pensionamento».  La Provincia inoltre è disponibile a proporre alcuni corsi di formazione per gli operai. Intanto per il 23 dicembre il dottor Ferlito si è detto disponibile a partecipare a un altro appuntamento dell'unità di crisi. «In quella sede - continua - chiederemo nuovamente il blocco dei licenziamenti». La preoccupazione degli operai è che a quel punto i tempi possano essere troppo stretti. «I margini ci sono - assicura l'assessore provinciale Paolo Magnanensi - se c'è la disponibilità, possiamo farlo anche in 24 ore».  «La disponibilità per il 23 - commenta l'assessore comunale Barbara Lucchesi - così a ridosso delle feste, mi sembra un segno di disponibilità da parte del curatore». M.Q.

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