Gioco
Fino al 23 gennaio, esposte le foto dei più famosi film italiani che hanno come protagonisti i sacerdoti
I preti al cinema, una mostra nel Battistero
Saverio Melegari
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Don Camillo prete simbolo della mostra 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Apre i battenti domenica alle ore 16 "Preti al cinema", la mostra fotografica dedicata ai più famosi film della cinematografia italiana che parlano di preti. La location dove poter vedere questi scatti d'autore sarà all'interno del Battistero di piazza Duomo. La mostra, a metà fra sacro e profano, sarà aperta fino al 23 gennaio. In tutto, saranno esposte circa 60 foto ma a rotazione, in quanto i locali ne possono contenere la metà. L'iniziativa, l'unica in Toscana dopo l'inaugurazione a primavera nella sala "Nervi" in Vaticano, è stata resa possibile grazie all'accordo fra Diocesi di Pistoia, Movimento per la Vita, Fondazione Caripit, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia con il contributo dell'associazione Musikè che gestisce l'apertura del Battistero. «E' un'idea molto originale - afferma il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi - perché come valore di fondo c'è la rappresentazione della figura di riferimento per tutti i cattolici, vale a dire il prete che, nel bene o nel male, non passa mai indifferente. Spero che questa mostra serva a far porre alla gente l'interrogativo sulla figura dei sacerdoti e della loro identità con le annesse vicende che lo mettono in crisi». Fra le varie foto, si potranno ammirare scene de "Le notti di Cabiria", "Il mattatore", "Divorzio all'italiana", "Don Camillo monsignore ma non troppo", "Matrimonio all'italiana", "Il buono, il brutto e il cattivo", "Il caso Mattei", "Fratello Sole sorella Luna", "Amarcaord", "Amici miei" e il "Piccolo diavolo" per citarne alcuni fino a quello più recente con il film "Io, loro e Lara" di Carlo Verdone. «Abbiamo aderito - spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Ivano Paci - per la singolarità dell'iniziativa. Il prete vive e si immerge nella vita quotidiana e visto che letteratura e cinema spesso hanno parlato di questo ruolo, la mostra è senz'altro una bella cartolina. Una pecca l'ho ravvisata: fra le opere esposte non c'è una foto di "Roma città aperta", ma chiederemo spiegazioni ai responsabili della mostra».
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